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  1. Cari Daria e Maximilian
    Ho anche letto l’intervista fatta allo scrittore Francesco Giacovazzo allaquale ho rilasciato lo stesso commento che ora sto facendo per Mario Longo.
    Francesco Giacovazzo, nel suo blog, si presenta con questo suo detto: “Il nostro cervello è la nostra lampada di Aladino e la genialità giace assopita nel 95% del nostro cervello che non utilizziamo”.
    Francesco Giacovazzo si occupa di Alchimia, Discipline Metafisiche e Olistiche, Psicologia e Sviluppo Personale e ha scritto su questi temi vari libri editi da Verdechiaro Edizioni, la vostra casa editrice.
    Lo scrittore, nell’intervista, inizia a parlare degli Spiriti Guida (I Maestri interiori) che sono – egli dice – « una funzione dell’emisfero destro del nostro cervello che ci connette all’inconscio collettivo, ossia a quella dimensione dell’esistenza che si trova oltre lo spazio e il tempo. Più precisamente, per inconscio collettivo – prosegue – si intende un campo informazionale in cui sono racchiuse tutte le scoperte e le risorse psichiche a disposizione dell’essere umano. Questo territorio rappresenta la parte universale di noi che ignoriamo, intrappolati culturalmente come siamo nella razionalità e nell’identità fittizia che ci siamo costruiti con l’esperienza e l’educazione. Siamo la punta di un immenso icerberg che galleggia in un mare di infinite potenzialità.» E qui il punto in cui parla del nostro cervello in cui viviamo confinati in una piccola parte, «il 5% del nostro cervello che accede al 10% del nostro DNA (il resto è considerato ancora oggi DNA spazzatura) e che ci permette di vivere una frazione molto blanda della realtà. – egli aggiunge – Dal punto di vista di questo 5% del nostro emisfero sinistro ciò che sta dall’altra parte ci è estraneo ed inaccessibile se non attraverso alcuni espedienti. Per varcare questo territorio diverse culture iniziatiche hanno fatto uso di sostanze psicotrope per allentare le maglie della nostra mente critica (il guardiano alla soglia) e permetterci di accedere a quell’altra parte di noi, più olistica, che conosce i nostri bisogni profondi, la nostra vera vocazione e i nostri talenti…».
    Per chi non l’ha capito si tratta di alchimia in questo processo che è di crescita personale.
    E si capisce che non si tratta di una passeggiata piacevole, come quella di una serie di meditazioni di un’ora al giorno e trovarsi senza colpo ferire un bel giorno il “Supernatural”, come lo avete chiamato voi. Senza per questo disapprovarlo, semmai sostenerlo perché fa parte del suddetto percorso personale. Fatto è, se da un lato, come raccomanda Francesco Giacovazzo, occorre tener da conto il nostro cervello (la mente) come se fosse il terreno da coltivare e seminare (la materia degli alchimisti, l’akaest o detto in un’infinità di altri nomi), dall’altro lato troviamo Mauro Longo, anche ospite di questa vostra intervista che, al contrario, raccomanda di “mettere a dieta la tua mente”. Egli così facendo coglie i frutti della meditazione. Ma è un altro modo di lavorare la nostra mente, la solita terra alchemica, cioè l’allievo “desiderio” che faceva il bullo da ragazzino è poi alla fine si prende il diploma e alcuni anche la laurea, diventando un nuovo genere di “uomo”, dalla forte volontà e decisivo nel comando. A questo punto resterebbe da capire come va a finire per coloro che scelgono la via di Francesco Giacovazzo e di quelli della via di Mauro Longo. In alchimia anche queste opzioni sono contemplate perché c’è la “Via breve” e la “Via lunga” o anche detti la “Via secca” o la “Via umida” (quest’ultima, per certi versi, rientra nella mistica) cioè di Giacovazzo e Longo. Ma c’è anche la “Via mista” che le racchiude entrambe.
    E questa è la situazione di ciò che la Tradizione ci tramanda per la crescita personale.
    Ma i tempi sono maturi per dar retta a Francesco Giacovazzo che più velocemente procede versò la VERITÀ anche se con gravi rischi, mentre Mauro Longo procede lentamente ed è lontano da essa.
    Mi riferisco a uno stralcio di ciò che egli ha detto nell’intervista che sappiamo, per poi legarmi alla mia esperienza in merito.
    Proseguendo il suo dire sugli Spiriti Guida egli dice:
    «… rispondono alle nostre domande con un linguaggio simbolico vicino a quello dei sogni perché l’inconscio si esprime così, con il linguaggio degli archetipi. Ciò che queste entità ci dicono è esattamente ciò che sappiamo ma ancora non sappiamo di sapere. Il cervello dei bambini lo fa in continuazione creando amici immaginari con cui giocare ed è una risorsa fondamentale per una sana crescita psichica perché permette di sviluppare la nostra parte immaginativa e creativa…».
    E proseguendo su questo tema, spinto da un personale “abbrivio”, io ribadisco che conviviamo in un mare di informazioni, basta aprire gli occhi e già dalle nuvole, per esempio, e notiamo un’immagine insolita. La ragione comune la definisce col nome di pareidolia, invece a chi è molto sviluppata l’intuizione, fa nascere nella mente una relazione con un pensiero repentino. Una sorta di messaggio che si rivela a volte come premonizione. Ma la fonte di chi è attiva la vista in tal senso, unita all’intuizione, è in ogni dove. A nessuno viene in mente che la morfologia della terra, e in particolare quella delle mappe dei centri urbani, possa far rivelare incredibili immagini dal taglio allegorico per esempio.
    Rimando ad alcuni esempi di queste concezioni con i seguenti miei articoli e link relativi:
    – L’universo è veramente piccolo con la fantasia! https://www.ergane.org/2020-10-universo-piccolo-con-la-fantasia.html
    – L’Aiglòn, fra storia e mistero. https://www.esonet.it/News-file-print-sid-1513.html
    Oppure la vista, particolarmente erudita nel rintracciare le cose del mistero, è in grado di decifrare, per esempio, le profezie di Nostradamus e altro ancora.
    Vedi articolo: I “Tre giorni di buio” inatteso tempo dell’alchimia e dell’occulto? https://www.altrogiornale.org/i-tre-giorni-di-buio-inatteso-tempo-dellalchimia-e-dellocculto/

    In quanto alla vostra questua, amici miei voi non credete che altri, presi per lo stesso intento, non paghino di tasca propria con altrettante ore di lavoro ogni attimo a pié sospinto? Ma essi non hanno nemmeno le mani per chiedere aiuto anche se volessero.
    Non chiedere e vi sarà dato perché chi vede farà di abbrivio alla vostra inclinazione verso la diffusione della Verità e scopo della vita. Ma se non sentirete la fitta delle spine sul vostro capo, la corona destinata a coloro che si prefiggono il vostro scopo, non potrete mettere mai le mani nel costato di Gesù e credere.

    Gaetano Barbella

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