È giusto pagare le tasse? La truffa della moneta a debito

Daria & MaximilianArticoliLascia un Commento

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“Solo due cose sono certe: la morte e le tasse”
Edward Ward – 1724

Le tasse sono certamente uno degli argomenti più ricorrenti nelle lamentele di chi le deve pagare, e in particolare degli italiani.

Secondo una recente analisi del World Economic Forum, l’Italia è il secondo paese in Europa in cui si pagano più tasse. Gli italiani pagano in media il 65,4% di tasse.

In cima alla classifica c’è la Francia, in cui si paga il 66,6%. La differenza è così piccola che possiamo tranquillamente vantare il Podio dei paesi al mondo con la tassazione più alta: infatti siamo al 10° posto nella classifica mondiale, su 144 paesi siamo tra quelli che pagano più tasse. Abbiamo anche altri primati negativi, ma lasciamo perdere per ora 🙂

E’ chiaro a tutti (anche ai politici…) che troppe tasse ammazzano l’economia e favoriscono l’evasione fiscale.

Ma in generale è davvero necessario pagare le tasse? Abbiamo davvero bisogno di tassare i guadagni dei cittadini?

Prima di rispondere a questa domanda, vorrei fare una piccola considerazione sul denaro, per chiarire meglio la situazione.

Che cos’è il denaro?

Il denaro lo abbiamo inventato noi, è una nostra creazione. E’ nato come unità di misura per agevolare gli scambi commerciali. Oggi viviamo in un sistema in cui il denaro è necessario per vivere.

Fino a qualche anno fa, in Europa, ogni Stato emetteva la propria moneta attraverso la Banca Nazionale di proprietà statale (e quindi dei cittadini).

Con l’entrata in vigore dell’Euro, questo denaro viene ora creato dalla Banca Centrale (BCE) e prestato alle Banche (private), che a loro volta lo prestano agli Stati (e di conseguenza ai cittadini) in cambio di un interesse.

E’ denaro creato dal nulla, sono numeri su un computer. Infatti è dal 1971 che non esiste più il controvalore in oro. In gergo economico si chiama “moneta fiat” (nel senso che viene creata dal nulla e ha valore solo in virtù della fiducia che le persone danno alla moneta stessa). L’Europa ha deciso di sostituire entro breve tutta la moneta cartacea con moneta elettronica (bancomat, carte di credito, bonifici online, criptovalute, eccetera). La moneta cartacea è destinata a scomparire in pochi anni.

Quindi, ricapitolando…

  1. Il denaro è stato creato da noi per agevolare gli scambi commerciali
  2. Oggi non possiamo più farne a meno, il funzionamento della nostra società si regge sul denaro
  3. Il denaro non ha valore intrinseco, sono solo numeri su un computer
  4. Questo denaro viene creato dalla BCE e prestato agli Stati in cambio di un interesse

Aspetta un attimo… la nostra economia e la nostra sopravvivenza si reggono sul denaro… ma per avere denaro dobbiamo chiederlo in prestito alle banche, in cambio di un interesse?

Quindi dobbiamo indebitarci per vivere?

Aspetta, fammi capire meglio… perché diamine dobbiamo indebitarci con dei soggetti privati per creare denaro dal nulla e far funzionare il sistema? Non possiamo farlo da soli, come facevamo prima?

Per fare un esempio, è come se io dovessi organizzare la tradizionale lotteria del mio villaggio. Mi servono dei biglietti, ognuno con un numero stampato sopra. Prima i biglietti si facevano a mano, in casa. Stavolta mi contatta una azienda privata che mi propone di delegare a lei la creazione e la stampa dei biglietti… ma in cambio l’azienda pretende una percentuale sul valore dei premi in palio, che dovranno pagare i vincitori stessi. E non solo! Da quel momento in poi tutti i biglietti di tutte le lotterie dovranno essere creati dall’azienda, che avrà il monopolio totale, altrimenti saranno guai.

Eeeh???

La cosa decisamente non ha molto senso! Chi mai accetterebbe una proposta del genere?

Eppure noi abbiamo accettato.

Caspita, questo è un fatto tremendamente importante.

Ma la questione è ancora più problematica e riguarda un debito che non sarà mai più possibile ripagare.

Un debito a vita.

Facciamo un altro esempio per capire meglio di cosa si tratta.

Voglio aprire un negozio e vendere scarpe. Mi servono centomila € per avviare l’attività.

La banca crea 100’000 € e me li presta in cambio di un interesse, diciamo del 10%. Quindi io ricevo 100’000 € e dovrò restituire 110’000 € (i 100’000 €  del prestito, più i 10’000 € di interessi).

Ma da dove li prendo quei 10’000 € di interessi, che la banca non mi ha dato?

Beh, facile: se il mio negozio funziona, i miei 100’000 € frutteranno un guadagno e con tale guadagno potrò ripagare gli interessi ed estinguere il debito.

Ma da dove arriva questo denaro extra che ho guadagnato con il negozio di scarpe?

Semplice: questo denaro arriva da qualcun altro, che lo possedeva e poi lo ha speso nel mio negozio comprando scarpe.

E questa persona da dove lo ha preso il denaro? Forse lo ha chiesto in prestito, proprio come me. O forse lo ha guadagnato lavorando… e in questo caso il suo datore di lavoro dove avrà preso il denaro per pagarlo? La sorgente è sempre la stessa, chi crea il denaro è la Banca Centrale (BCE). Tutto il denaro in circolazione arriva da lì ed è immesso nel sistema economico in cambio di un interesse.

Il punto è: se tutto il denaro in circolazione è stato creato e distribuito con aggiunta di un interesse, come facciamo a ripagare questo interesse?

Di nuovo la risposta è semplice: prendendo in prestito altro denaro, che genererà altro interesse e quindi altro debito.

Questa è la situazione in cui viviamo oggi: un’economia basata sul debito. C’è chi dice che il debito mondiale attuale superi i 150 mila miliardi di dollari. Più del doppio del PIL mondiale. E siccome l’interesse è applicato su base temporale, ogni giorno che passa vede aumentare questo debito, all’infinito.

Domanda: se questo debito è mondiale e se i soldi li abbiamo creati noi esseri umani, con chi diamine abbiamo contratto questo debito? A chi dobbiamo restituire questi soldi? Agli extraterrestri? E come facciamo a restituirli, se ora non ci sono, e quando vengono creati essi generano automaticamente altro debito?

Mi sembra evidente che il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi.

Ora seguimi un attimo in questo ragionamento.

Sul nostro pianeta, tutto in natura esiste in quantità limitata. C’è una certa quantità di acqua, di aria, di minerali, di materie prime, di vegetali, eccetera. E’ vero che la natura e il pianeta generano continuamente nuova materia (il pianeta è una grande fucina alchemica che trasforma e trasmuta energia in materia e viceversa). Ma in ogni istante la quantità di materia presente sul pianeta è sempre limitata e (in qualche modo) quantificabile.

Ma soprattutto è sempre in quantità POSITIVA.

Puoi vedere un albero con 100 mele o un lago con un milione di metri cubi di acqua.

Ma hai mai visto un albero con MENO 50 MELE? O un lago in cui c’è una quantità NEGATIVA di acqua? E’ una cosa talmente assurda che non esistono nemmeno le parole per descriverla.

In natura non esiste il segno meno. Non esiste una cosa che sia intrinsecamente negativa, nel senso di mancante.

Certo, puoi dire “in quell’albero PRIMA c’erano 100 mele, ora ce ne sono 30, quindi ne mancano 70”. Puoi anche dire che prima ce n’erano 100 e ora non ce ne sono più.

Ma come puoi affermare: “in quell’albero PRIMA c’erano 100 mele, ora ce ne sono -20”? Significa che da quell’albero sono state portate via 120 mele, anche se ce n’erano solo 100.

Ecco, tutto questo è illogico e assurdo, ma con il denaro prestato a debito funziona proprio così.

E c’è di più.

Quella parola, DEBITO, significa che qualcuno deve dare qualcosa a qualcun altro. Debito deriva dal latino Debère, che significa DOVERE, ESSERE OBBLIGATO.

Quindi qualcuno è obbligato a dare qualcosa a qualcun altro. Ma se quel qualcosa non esiste? Allora verrà compensato con qualcos’altro: i nostri possedimenti materiali, i nostri beni intellettuali oppure il nostro tempo e quindi la nostra vita.

Il denaro a debito è come un grande buco nero che risucchia la realtà. Solo che anziché risucchiarla in un universo parallelo… la risucchia nelle tasche di chi oggi il denaro lo crea e lo controlla.

Una piccola élite di persone di cui oggi (in teoria) si sanno nomi e cognomi.

Ricapitolando:

  1. Il denaro è stato creato per facilitare gli scambi commerciali
  2. Nella nostra società il denaro è necessario per vivere
  3. Il denaro viene creato dalle banche centrali e prestato con interesse
  4. Questo interesse non può essere ripagato
  5. Il debito mondiale è più del doppio del PIL mondiale e continua a crescere
  6. Non c’è abbastanza denaro e molte persone vivono in totale povertà

Wait a minute… Come diamine è potuto accadere che il denaro, uno strumento creato per facilitare gli scambi commerciali e quindi migliorare la vita delle persone, sia oggi diventato il principale artefice della nostra miseria e della nostra schiavitù nei confronti di pochi soggetti privati che lo controllano?

Stiamo parlando di un gruppettino minuscolo di persone… contro miliardi di individui… com’è possibile che tutto ciò sia accaduto e che continui ad esistere?

Dal mio punto di vista la risposta è semplice quanto disarmante: tutto ciò è accaduto e continua ad esistere perché collettivamente noi diamo il nostro consenso perché ciò accada ed esista.

Ne ho parlato in questo articolo.

E le tasse?

Beh, se avessimo ancora il controllo del denaro e dell’emissione di moneta, le tasse sarebbero di certo utili, ma non necessarie. Se il nostro Stato potesse emettere moneta a piacere, senza doversi indebitare con soggetti privati (che non hanno particolarmente a cuore le sorti del nostro Stato, anzi…), allora non ci sarebbe bisogno delle tasse.

Infatti il costo delle opere pubbliche, così come dei servizi di base, verrebbe coperto dal denaro che lo Stato potrebbe creare dal nulla (come era un tempo… e in varie parti del mondo funziona ancora così).

Creare denaro dal nulla significa però svalutare la propria moneta nei confronti delle altre monete estere. Entro certi limiti è anche positivo ed è stato fatto molte volte. Ma va fatto con cautela e attentamente pianificato.

Per regolare la circolazione della moneta e l’accesso al credito per tutti i cittadini, si possono utilizzare le banche, che rimettono in circolazione il capitale versato dai correntisti. In questo modo la moneta circola e non stagna, senza bisogno di interventi da parte dello Stato.

Per evitare un eccesso di moneta circolante, si possono tassare certi tipi o soglie di guadagni.

In poche parole si chiede ai cittadini di non rinunciare al valore della moneta, ma di rinunciare a possedere parte di essa.

Anziché avere in tasca tanta moneta che vale meno nei confronti degli stati esteri, si preferirebbe avere in tasca un po’ meno moneta che però vale di più sul mercato estero.

Basterebbe regolare il prezzo di beni e servizi primari (e quindi il potere d’acquisto dei cittadini) e nessuno si lamenterebbe per le tasse da pagare.

In ogni caso una soluzione non esclude l’altra e le tasse non sarebbero obbligatorie, ma nemmeno spiacevoli da pagare.

Questo ovviamente in uno Stato in cui i cittadini, pagando le tasse, ottengono in cambio un vantaggio concreto e un miglioramento del proprio tenore di vita.

Oggi purtroppo non è così.

Alla luce di quanto ci siamo detti, sappiamo che le tasse servono principalmente per ripagare un debito contratto con soggetti privati che ci permettono di usare una certa quantità della LORO moneta, nelle modalità e con gli interessi da loro decisi.

Inoltre siamo tutti al corrente del malaffare e della corruzione che regnano all’interno del nostro Governo. Un Governo da cui la maggioranza dei cittadini è delusa, disgustata e sta prendendo le distanze, se non altro in termini di fiducia.

Buona parte dei soldi pubblici vengono sprecati in opere inutili e dannose, in stipendi faraonici e pensioni d’oro.

La Burocrazia e la Giustizia ci costano un patrimonio e inceppano i meccanismi che fanno funzionare la nostra società.

E poi ci sono gli Armamenti e le Missioni di Guerra (quelle che chiamiamo Missioni di Pace, perché ci piace invertire il senso delle parole). Una parte dei soldi pubblici va a coprire la spesa bellica (il Ministero della Difesa, perché c’è sempre una fottuta minaccia là fuori da cui dobbiamo difenderci).

Il resto, le briciole, va a finire nei servizi pubblici: Scuola, Cultura, Sanità, Trasporti, eccetera. Che vengono sempre più tagliati e massacrati.

E’ per questo che paghiamo il 65% di tasse?

E’ per questo che lavoriamo almeno 150 giorni all’anno GRATIS?

Evadere le tasse è sbagliato in questa situazione?

Per molti imprenditori e liberi professionisti italiani, non pagare le tasse è una questione di sopravvivenza.

Dal 2009 al 2014, più di 75’000 imprese hanno dichiarato fallimento.

Nel 2015 più di 140’000 imprese hanno chiuso i battenti. Sedici imprese ogni ora. Trecentonovanta al giorno.

E’ per questo che paghiamo il 65% di tasse? Per vedere padri di famiglia che si suicidano dopo il fallimento della loro azienda?

E’ a questo che servono le nostre tasse? E’ così che vengono usate, per far male alla gente?

In questo momento in Italia c’è una caccia alle streghe nei confronti dei piccoli evasori. Mentre, come ben sappiamo, gli interessi dei Grandi Evasori non vengono toccati.

Un po’ di coerenza non guasterebbe. Ma abbiamo già parlato di cosa pensano gli italiani del loro Governo.

Quindi è giusto pagare le tasse oppure no?

Non sta a me rispondere.

Dal mio punto di vista, finché resteremo separati gli uni dagli altri e ognuno penserà solo a se stesso e ai propri casini, pagare o evadere le tasse in Italia sarà ugualmente complicato.

  • Pagare le tasse non ci lascia abbastanza denaro per vivere.
  • Evadere le tasse per sopravvivere ci porta a vivere costantemente braccati e minacciati, trattati come criminali.

Non so quale delle due sia peggiore.

Per alcune persone è moralmente giusto pagare le tasse, per dare un esempio positivo e non contribuire allo sfacelo. Anche mio fratello la pensa così (ciao Alex!)

Per altre persone è l’esatto contrario: pagare le tasse, sapendo come vengono utilizzate e quali gravi conseguenze hanno sui cittadini, significa dare il proprio consenso a questo sistema vizioso e mantenerlo in vita, quindi è moralmente sbagliato.

“Rifiutarsi di pagare le tasse è uno dei metodi più rapidi per sconfiggere un governo.” – Mahatma Gandhi

Poi ci sono le vie di mezzo. E tanta confusione.

Purtroppo per molte persone non è più una questione morale o di giustizia. Ormai è una questione di sopravvivenza.

Esiste una soluzione?

Sicuramente sì. Probabilmente ne esistono infinite.

Mi auguro che il nostro livello di consapevolezza collettivo ci permetterà un giorno di fare una scelta comune verso qualcosa di più sostenibile e umano.

Nel frattempo ognuno deve badare a se stesso e fare ciò che ritiene più giusto.

Sicuramente una soluzione valida e pronta all’uso è quella di far parte di una rete di persone che sanno di poter contare le une sulle altre.

Sapere che c’è qualcuno su cui possiamo contare, nonostante le difficoltà.

Sapere che non saremo mai soli a lottare contro le avversità e ci sarà sempre qualcuno che ci darà una mano.

Sapere che anche nei momenti più difficili avremo sempre un pasto caldo e una casa accogliente in cui dormire: quella dei nostri amici.

Penso che, ora più che mai, sia necessario avvicinarsi alle altre persone e creare questa rete di solidarietà e fratellanza.

Non c’è da fare chissà cosa.

Basta guardarsi in faccia e dirsi:<<Quando hai bisogno puoi contare su di me>>.

Non siamo più abituati a chiedere aiuto agli altri.

Eppure ci fa sentire così bene quando siamo noi ad aiutare le altre persone… e allora perché abbiamo così paura a chiedere?

Perché vogliamo negare alle altre persone la possibilità di fare del bene a noi e di sentirsi bene loro?

Penso a quelle persone divorate dalla paura del fallimento, dal terrore di non poter mantenere la famiglia… persone che arrivano a suicidarsi per la paura e la disperazione…

Quando abbiamo degli amici che si prendono cura di noi, cosa può accaderci di male se anche perdiamo il lavoro o se il fisco ci perseguita?

Avremo sempre un rifugio caldo, del buon cibo e tanta bella compagnia.

Restiamo uniti.

Forse questo è il primo passo verso un grande cambiamento collettivo.

Un abbraccio!

Maximilian

ps: Se vuoi leggere l’articolo “È giusto chiedere soldi e farsi pagare nel settore olistico, del benessere e della crescita spirituale?“, lo trovi qui.

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