Apre a Londra il primo ristorante che stampa il cibo con la Stampante 3D. Che ne pensi?

Daria & MaximilianArticoliLascia un Commento

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Ecco la moda del momento: disegnare il cibo al computer e crearlo sul momento con una stampante 3D.

Apre a Londra il primo ristorante che stampa tutto con la sua stampante 3D: piatti in ceramica, posate, sedie, tavoli, bicchieri, tazze… e anche il cibo.

La Stampa 3D è una tecnologia abbastanza recente.

Con una stampante 3D è possibile creare in brevissimo tempo qualsiasi tipo di oggetto tridimensionale. All’inizio si utilizzava la plastica, ma ora è possibile creare oggetti con molti materiali diversi, come la ceramica, il metallo, il cemento e… ora anche il cibo.

Dopo la gastronomia molecolare, che studia le trasformazioni chimiche e fisiche degli alimenti durante la preparazione, ora la nuova frontiera è quella di disegnare il cibo al computer e farlo stampare da una macchina. Anche al ristorante.

Le macchine e la tecnologia stanno sostituendo l’uomo, anche in cucina.

Nell’epoca dell’apparenza, dove l’immagine conta sempre più della sostanza, anche in cucina e nella gastronomia siamo sempre più concentrati sull’aspetto esteriore del cibo, mentre trascuriamo sempre più il suo valore nutritivo e i suoi effetti sulla nostra salute.

I cibi sono sempre più alterati, trasformati, snaturati e privati del loro potere nutritivo. Con effetti devastanti sulla nostra salute.

Ma chi se ne importa?

L’importante è sconfiggere la noia, appagare i nostri sensi e il nostro ego, tentare di riempire il nostro vuoto esistenziale con cose sempre più strampalate e stravaganti, ma prive di sostanza.

Gli Chef di alto livello la chiamano “cucina emozionale”, “cucina modernista”, “creatività in cucina”.

Cosa ci sia di emozionale in un cibo snaturato, creato al computer e stampato da una macchina, io proprio non lo so.

Di certo è moderna…

Ma la modernità è davvero un pregio, quando è fine a se stessa? Nella cucina di una volta si utilizzavano ingredienti sani, integrali, preparati a mano, miscelando accuratamente i sapori per dare risalto alle proprietà organolettiche di ogni cibo. Era una cucina lenta, amorevole, basata sulla pazienza, sul lavoro manuale, sull’attesa e sulla tradizione.

La vera creatività era quella di cucinare piatti squisiti e soddisfare i palati più esigenti con i pochi ingredienti a disposizione, quelli stagionali che venivano dall’orto di casa, dal campo o dal frutteto, riuscendo a creare cibi nutrienti e digeribili, che appagavano tutti i sensi e ci davano vera energia. Una abilità sempre più rara oggigiorno.

Intendiamoci, non sto dicendo che si stava meglio quando si stava peggio.

Un tempo si faceva di necessità virtù. Oggi abbiamo la grande fortuna di avere sovrabbondanza di cibo e la scienza ci aiuta a conoscere meglio l’effetto degli alimenti sul nostro organismo e sulla nostra salute. Eppure siamo sempre più ammalati e malnutriti. La sovrabbondanza di cibo ci porta ad alimentarci troppo e male. La scienza si concentra sulla composizione molecolare dei cibi, ma ne trascura il vitalismo e gli effetti a livello energetico sul nostro corpo. Ci concentriamo sul dettaglio, perdendo però la visione d’insieme.

Stiamo perdendo il contatto con la Natura.

Siamo sempre più dipendenti dalle macchine, dai computer e dalla tecnologia, ma abbiamo perduto il nostro rapporto profondo con la Natura. E ci stiamo dimenticando che il nostro cibo viene dalla Natura e solo la Natura è in grado di creare il cibo che ci mantiene in vita. O pensiamo davvero di poter sopravvivere mangiando pane di plastica creato con una stampante 3D?

Vuoi nutrirti in modo sano, naturale e consapevole?

Se vuoi approfondire l’argomento, abbiamo realizzato quattro interviste in cui parliamo di Alimentazione, Salute e Cucina Naturale.

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