Se una bambina di 8 anni può fare questo con il Pendolo… allora anche tu puoi riuscirci!

Daria & MaximilianArticoli, PendoloLascia un Commento

Il Pendolo di Ametista di Sophie
Tempo di lettura: 2 minuti

Ciao, oggi voglio raccontarti una storia molto bella, che mi ha toccato nel profondo e mi ha dato un grande insegnamento.

Come ti avevo già accennato, sto insegnando a mia figlia Sophie (che ha 8 anni) ad utilizzare il Pendolo e lei si sta appassionando molto (ne parlo qui).

Qualche giorno fa sono andato con Sophie in un negozietto che vende pietre, incensi e oggettistica orientale. C’erano anche dei Pendoli e così ne abbiamo approfittato per provarli e scoprire se ce n’era uno adatto a noi.

Abbiamo preso in mano i vari Pendoli, in pietre dure e in metallo, per testarli.
Il metodo che utilizzo è semplice: li faccio girare sul palmo della mano, vedo come rispondono e che sensazione mi danno.

Io non ho trovato alcun Pendolo che risuonasse con me. Invece mia figlia Sophie ne ha trovato uno in particolare, di Ametista, che la attirava.

Papà“, mi dice, “ho testato questo Pendolo. Quello che c’è dentro di me mi dice che è il Pendolo giusto, ma quello che c’è fuori di me mi dice che forse non è il Pendolo adatto, che forse dovrei provare altri Pendoli oppure aspettare… non so cosa fare, sono confusa, tu cosa dici?“.

Sono rimasto molto colpito. Sophie mi stava descrivendo la sua parte intuitiva e quella razionale, con le parole di una bambina di 8 anni, utilizzando una metafora brillante, forte e chiara: “quello che c’è dentro di me e quello che c’è fuori di me“.

E mi stava mostrando i conflitti che io stesso vivo ogni giorno, quando la mia parte razionale mette puntualmente in discussione i messaggi che arrivano dal mio intuito.

Così le ho detto che secondo me è saggio ascoltare entrambe le parti: quella che c’è dentro di noi è la parte più aperta, sensibile e creativa e si chiama intuizione. Quella che c’è fuori di noi è la parte più logica, che si basa sull’esperienza, che si preoccupa ed è prudente… e si chiama razionalità.

La vera saggezza arriva quando razionalità e intuizione vanno a braccetto, quando trovano un equilibrio e un accordo comune.

E’ importante seguire l’intuizione, ma la razionalità deve sostenerla.

Razionalità e Intuizione devono camminare assieme, mano nella mano, come due buone amiche.

Così mia figlia ha provato altri Pendoli, ha fatto un giretto per il negozio, pensando ad altro. Poi prima di andarcene ha voluto riprovare con il Pendolo di Ametista.

E’ tornata da me e mi ha detto: “Papà, adesso anche quello che c’è fuori di me dice che questo Pendolo è quello giusto per me. Le due parti ora dicono la stessa cosa e sono buone amiche. Cosa dici, lo prendiamo?

Amore mio, se senti con tutta te stessa, dentro e fuori, che questo è il Pendolo giusto, allora prendiamolo!

E così lo abbiamo comprato.

Eccolo! (nella foto non si vede tanto bene, ma è proprio Ametista)

Il Pendolo di Ametista di Sophie

Ho voluto condividere con te questa storia per un motivo: molte persone che conosco (e vari studenti del mio corso “I Segreti del Pendolo“) mi dicono che hanno dei dubbi e non sanno se fidarsi delle risposte che arrivano dal Pendolo.

E’ davvero la mia intuizione a parlare attraverso il Pendolo? Oppure è la parte razionale che mi sta portando fuori strada? Non mi fido di me! Non so se ho davvero talento oppure se mi sto inventando tutto… forse dovrei smettere di praticare…

Sono dubbi legittimi… e ci sono passato anche io. Eppure quando vedo mia figlia Sophie che, nonostante i dubbi e le insicurezze di una bambina di 8 anni, ha il coraggio e l’apertura di provare, sperimentare, mettersi in gioco e CREDERE nella magia di ciò che accade… beh, mi si riempie il cuore di gioia e questo mi dà la forza per andare avanti al di là dei dubbi!

Mia figlia è il dono più prezioso che la vita mi ha affidato. Possiamo imparare davvero tanto dai nostri figli.

Se anche tu hai dei dubbi e delle incertezze, spero che questa piccola storia possa darti il coraggio e la fiducia per andare avanti a praticare con il Pendolo.

Un abbraccio e a presto! 🙂

Maximilian

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