#CleaningClub!

Daria & Maximilian Articoli 10 Comments

Tempo di lettura: 5 minuti

Durante le nostre passeggiate con i nostri figli, capita spesso di incontrare per strada dei rifiuti: bottiglie di plastica, lattine, pacchetti di sigarette o di patatine vuoti… di tutto e di più.

Le persone normali non ci fanno nemmeno più caso… <<non ti curar di loro ma guarda e passa>>, come diceva il sommo poeta. Il problema è che gli ignavi, oggigiorno, siamo noi.

Per fortuna i nostri figli sono diversi. Quando vedono della spazzatura per strada, la raccolgono, ce la mettono in mano e con insistenza ci chiedono di portarla nel primo bidone dell’immondizia. Mi piace pensare che un po’ sia merito mio, di Daria e dei nonni, che abbiamo insegnato ai nostri figli il valore e l’importanza di prendersi cura e rispettare l’ambiente, cercando sempre di dar loro un buon esempio. Ma questo loro gesto di raccogliere la spazzatura lasciata dagli altri per buttarla via è qualcosa che viene da loro e noi non li abbiamo mai spinti a farlo.

La mattina mi alzo alle 5 per fare le mie pratiche di meditazione e di ginnastica. Poi vado a fare una bella passeggiata, quando è ancora buio.

L’Irlanda è un paese molto pulito, ma durante la mia passeggiata mi capita comunque di trovare qualche rifiuto abbandonato. E così una mattina sono uscito con un sacchetto di plastica e mi sono messo a raccogliere i rifiuti che incontravo lungo il cammino. In 20 minuti ho riempito un sacchetto pieno di spazzatura. La strada era pulita e io ero molto soddisfatto.

Dopo qualche giorno però i rifiuti cominciano a spuntare di nuovo, come funghi.

E così questa mattina sono uscito con un nuovo sacchettino e ho fatto la mia raccolta quotidiana. Un altro sacchetto bello pieno. C’è chi va a funghi, io vado a spazzatura 🙂

Tornando a casa con il mio sacchetto pieno di rifiuti, mi sono sentito davvero molto bene. Non è una questione di morale o di “essere stato un bravo cittadino”. Non è nemmeno una questione ecologica o ambientalista, nel senso più “ideologico” del termine. Insomma, non è una questione di principio.

Per quanto mi riguarda, fare questa pulizia mi ha fatto sentire bene dentro e fuori, a tutti i livelli. Il motivo è presto detto.

Prendiamo ad esempio ciò che dicono Joe Vitale e Ihaleakala Hew Len a proposito di Ho’Oponopono: <<tutto ciò che incontri lungo il tuo cammino ha a che fare con te>>.

Bene, se vedo della spazzatura lungo la via, posso dire a me stesso:<<Chissà chi è quel maleducato che ha lasciato in giro questi rifiuti! Ah che brutta gente che c’è al mondo! Ah se lo incontro gliene dico quattro!>> e intanto tiro dritto per la mia strada. Del resto, che diamine, non è mica colpa mia se la gente è maleducata. Certo, posso farlo e non mi merito alcun biasimo o giudizio negativo. E’ vero, non sono stato io a buttare quei rifiuti. Ma comportarmi così non cambierà la mia situazione.

Se invece penso:<<Ehi, qualcuno ha buttato quei rifiuti, o magari gli sono caduti e non se ne è nemmeno accorto, forse è stato un incidente. Beh, siccome ora sono qui io, ho l’occasione di fare pulizia e risolvere la questione>>. Questo ha tre effetti molto positivi:

  1. Mi fa sentire protagonista e padrone della mia vita, riportando la responsabilità e il potere NELLE MIE MANI. Anziché pensare che il mondo è brutto, la gente è cattiva e io non ci posso fare nulla, posso pensare che ho il potere di rendere il mondo un posto migliore e questo gesto mi permette di farne esperienza.
  2. Aumenta la mia autostima, mi fa sentire bene per aver compiuto un gesto altruistico, gratuito, di cui tutti potranno godere, motivato solo dal desiderio di portare più bellezza nel mondo.
  3. Se è vero che tutto è uno, allora ripulire la strada in cui sto passeggiando è come ripulire me stesso, il mio corpo fisico, le mie emozioni, i miei pensieri, il mio campo energetico. Se metto questa intenzione nel gesto di raccogliere la spazzatura, il risultato finale è garantito.

Troppo spesso nella nostra vita siamo concentrati sul lamentarci dei problemi causati dagli altri, anziché sul cercare noi stessi le soluzioni. Troppo spesso diamo la colpa agli altri. Se qualcun altro ha creato il problema, allora deve essere lui a risolverlo, io non mi muovo di un passo, cascasse il mondo! Beh, come ho detto prima, questo ragionamento è legittimo e nessuno ci obbliga a risolvere i problemi causati dagli altri. Non c’è alcun obbligo. Ma basta veramente un minimo di buonsenso per accorgerci che se nessuno fa nulla per risolvere il problema, allora il problema non si risolverà mai da solo!

Se invece vediamo ogni problema che ci si presenta durante il cammino come:

  1. qualcosa che ci riguarda molto da vicino, siccome ci siamo andati praticamente a sbattere contro!
  2. qualcosa che ci dà l’occasione per metterci in gioco e fare qualcosa che migliorerà la nostra condizione e ci farà stare molto meglio
  3. qualcosa che abbiamo il potere di risolvere o comunque migliorare, siccome la Vita ci ha fatto incontrare questo problema proprio qui e ora

se vediamo il problema in questo modo costruttivo, è garantito che ne uscirà qualcosa di molto positivo per noi.

E quindi alla fine ogni problema diventa una potenziale benedizione.

Certo, ci vuole molto allenamento per vivere i problemi sempre così! Io stesso faccio molta fatica, quante volte mi incavolo perché qualcosa non va come vorrei! Se poi è stato qualcun altro a causare un problema e io ci sbatto contro, l’incavolatura sale al 10’000 %, per non parlare delle critiche e dei giudizi negativi !!!

Risultato? Io sto male, sono arrabbiato e amareggiato, spreco un sacco di energia inutilmente e il problema sta sempre lì. Bah.

Invece questa pratica di raccogliere i rifiuti la mattina mi fa sentire davvero bene. Non mi interessa chi li ha lasciati in giro, non mi interessa se lo ha fatto apposta o per distrazione, se è stato un incidente. Mi interessa solo fare pulizia e tornare a casa con il mio sacchettino pieno. Ed è anche divertente andare a scovare il luccichio di qualche lattina schiacciata e nascosta sotto alle foglie… quasi come andare a funghi 🙂

Ripeto, non è una questione di “essere più bravo” o di “essere migliore degli altri”. Questo modo di pensare non è per niente virtuoso né costruttivo, non fa altro che metterci in contrapposizione agli altri e farci sentire separati, noi contro di loro. Non porta niente di buono. Rispetto chi fa le battaglie ecologiste, gli ambientalisti, chi difende i diritti degli animali, eccetera. Però rimango molto perplesso ogni volta che queste persone si inferociscono contro gli altri e li trattano male. Alla fine staranno anche combattendo una battaglia giusta, ma è comunque una battaglia che lascia sul campo dei “morti” (nel senso di odio, rabbia, giudizi negativi).

Quando leggo su Facebook i commenti di certi “amanti degli animali” che dicono:<<Ah, queste persone che maltrattano gli animali, io LI AMMAZZEREI TUTTI dopo averli torturati atrocemente!>>… non ho davvero parole… è ovvio che c’è qualcosa di profondamente contraddittorio e malsano in questo modo di pensare e di esprimersi.

Ma torniamo a noi e parliamo di cose positive 🙂

Come dicevo, raccogliere i rifiuti non è una questione di principio. E non è un modo per sentirci migliori degli altri. Non serve a nulla farlo pensando: “ecco, gli altri sporcano, adesso tocca a me pulire”.

Raccogliere i rifiuti è un modo per stare meglio con noi stessi. E’ un regalo che facciamo prima di tutto a noi, e di riflesso anche agli altri e al pianeta. Ma non va vissuto come un gesto puramente altruistico, né come un dovere: è un gesto di sano egoismo che facciamo per noi stessi, per stare meglio. E se non abbiamo voglia di farlo, va bene lo stesso!

Quindi ti faccio una super proposta: ti va di far parte del #CleaningClub?

Partecipare è semplice: ti basta lasciare un commento qui in fondo all’articolo e dire che ci stai anche tu 🙂

Se ti va di far parte del #CleaningClub, la prossima volta che esci a fare una passeggiata, porta con te un sacchettino (e magari un guanto di lattice o di plastica, se non vuoi toccare la spazzatura a mani nude). E quando vedi un rifiuto, mettilo nel sacchettino, poi lascia un commento qui sul blog o sulla pagina Facebook di Supernatural Café e raccontaci che effetto ti ha fatto! Se lasci il commento su Facebook, usa il tag #cleaningclub, così possiamo trovare più facilmente i tuoi messaggi.

Bene, ti aspettiamo nel #CleaningClub e… buon raccolto! 🙂

Comments 10

  1. Ehm…molto bello e ispirante tutto questo, ma per me che vivo a Roma non basta uscire con un sacchettino…ci vorrebbe qualcosa come un tir…o giù di lì! 😀

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      Che fortuna, ogni giorno puoi fare un piccolo raccolto! Pensa se tutti i romani uscissero di casa con il sacchettino… pensa a quanti soldi risparmierebbe il comune di Roma in pulizie stradali!!!

  2. Ahah è vero! Ed è assolutamente giusto sentirsi coinvolti in prima persona per tutto ciò che ci succede, anche per quanto riguarda la “rumenta” ma probabilmente a molti fa un pò schifo pensare di raccogliere quella altrui!

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      Sì è vero, ad alcuni potrebbe fare un po’ schifo. E questo è uno dei segnali che ci sentiamo separati dagli altri e vediamo ciò che è esterno a noi come “nemico” o “pericoloso”. Perché dovrebbe farmi schifo raccogliere una bottiglia di plastica lasciata da un altro? Pensateci un attimo… quando siete in ascensore, in autobus o sul treno, respirate tutti la stessa aria e ve la scambiate! E se non volete toccare la spazzatura altrui… usate un guanto! 🙂

  3. Grande e bellissima riflessione e non solo, dal pensiero alla pratica, cosi’ fuori cosi’ dentro…complimenti anche io quando vado sulle spiagge lo faccio sono molto sensibile al mare ma cerchero’ di farlo anche per strada è una gran bella idea…fa stare bene pensare di aver contribuito a rendere piu’ bello il passaggio a qualcun altro in fondo come in tutte le cose della vita…grazie

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  4. Daria&Max un grande abbraccio, mi piace l’idea di condividere la vostra pratica in maniera metodica (come già scritto nei commenti capita anche me di farlo quando mi accorgo). Mi propongo quindi di farla diventare una mission delle mie passeggiate. Durante le ultimer passeggiate è anche capitato di riportare giù una catasta di cartucce esplose ed abbandonate “sul luogo del delitto”. Il passaggio successivo che mi piacerebbe realizzare è di introdurre lo stesso meccanismo mentale da voi spiegato benissimo in tutte le mie attività di relazione con altri …… sarebbe davvero rivoluzionario e fortemente evolutivo. Come scrivete Voi, sò che sarà difficile, ma sò che la difficoltà della prova sarà un valore aggiunto.
    Provo tanta gioia e gratitudine ad avervi reincontarto lungo la mia strada (dal 1° incontro di Senigallia con Italo), e vi voglio un gran bene. Namastè
    …… chi ha scitto l’articolo?

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      Ciao Antonio, anche noi ti vogliamo bene 🙂
      Qualche anno fa, quando insegnavo yoga, avevo proposto ai miei allievi di incontrarci un sabato mattina e fare una passeggiata con “raccolta rifiuti”. Non è stato un grande successo, non si è presentato nessuno! L’idea di raccogliere i rifiuti degli altri, come dice Flavia, non piace quasi a nessuno (e Dio benedica i netturbini, che lo fanno ogni giorno!)
      Eppure basterebbe provare una volta per rendersi conto della gratificazione e del piacere che si prova. Chiaro che farlo di mestiere e doverlo fare tutti i giorni è cosa differente e niente affatto gradevole… ma fatto ogni tanto, con un piccolo sacchettino, senza pretesa di ripulire tutta la spazzatura del mondo… vale la pena di provare 🙂
      Comunque l’articolo l’ho scritto io (Maximilian) 🙂
      Un abbraccio!

  5. Ottima iniziativa, spontaneamente noi lo facciamo già e siamo felici che ci sia un club per questo!!!!! Grazie per la bellissima iniziativa!

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