Qual è il vero significato della sillaba OM?

Daria & MaximilianArticoli24 Comments

Tempo di lettura: 7 minuti

Il simbolo della OM è probabilmente il più antico, il più conosciuto e il più venerato dei simboli al mondo (e forse uno dei più tatuati 🙂 )

Ma qual è il suo vero significato, al di là delle spiegazioni ufficiali che si trovano un po’ ovunque?

Me lo sono chiesto per tanti anni, finché un giorno ho avuto una vera e propria folgorazione.

Ma partiamo dall’inizio.

Come sai, basta andare su Wikipedia o su uno dei tanti siti web che parlano della OM per trovare più o meno sempre la stessa spiegazione. La Om, la Sillaba Sacra, è un termine sanscrito che compare già nei Veda (i testi sacri degli Arii) dal XX secolo avanti Cristo e forse molto prima.

Il simbolo rappresenta la Creazione dell’Universo e il suono della Om viene associato alla Vibrazione Primordiale dell’Universo stesso e di tutta la Creazione.

Nella Māṇḍūkya Upaniṣad, la OM viene scomposta nelle tre lettere (fonemi) A U M, che rappresentano i tre aspetti fondamentali della realtà in continuo mutamento (Creazione, Conservazione, Dissoluzione) in tutte le loro varianti simboliche:

  • la Trimurti (la Trinità dell’Induismo) con Brahma (Creazione), Vishnu (Conservazione), Shiva (Dissoluzione)
  • i Gunas (Tamas, Rajas, Sattva)
  • i Kosha (Corpo grossolano, sottile, causale)
  • eccetera…

La OM contiene anche una parte muta finale, che rappresenta Brahman (da non confondersi con Brahma né con Batman), il principio divino indifferenziato, la totalità prima, durante e dopo la manifestazione (quello che contiene e rappresenta qualsiasi concetto e qualsiasi manifestazione, compreso il non manifesto… insomma, impossibile da descrivere, infatti nella OM è muto).

Nella letteratura post-vedica e nella successiva tradizione induista nascono una serie di precetti per l’utilizzo della OM a livello rituale, nelle cerimonie e anche nei saluti, al punto che la OM precede e conclude i canti, i mantra e diventa addirittura un saluto augurale di buon auspicio.

Bene, questo è scritto ovunque. Sulla OM sono stati scritti trattati di migliaia di pagine. Le riflessioni e le analogie si sprecano: se la OM è la rappresentazione della Creazione, allora in essa tutto si specchia e tutto viene descritto e rappresentato.

Partendo da questo presupposto, nei miei studi sull’induismo e sui Veda mi sono sempre chiesto: se la Sillaba OM significa tutto questo, allora che significato ha il suo SIMBOLO grafico, e cioè il modo in cui viene disegnata? (quello dei tatuaggi, per intenderci).

Anche qui la spiegazione classica è: il simbolo grafico della OM nasce dall’unione delle lettere O + M nella scrittura Devanāgarī. Ok, ma… questa scrittura si diffonde più o meno nel VIII secolo dopo Cristo, quasi tremila anni dopo le prime tracce della OM nei Veda… e a sua volta la scrittura Devanāgarī sembra derivare dalla scrittura Brahmi (V secolo avanti Cristo) che a sua volta sembra derivare dalle scritture semitiche…

Quindi mi pareva lecito domandarmi se il simbolo della OM fosse nato dalla scrittura Devanāgarī oppure il contrario. E comunque sia, se nella OM tutto si specchia e tutto viene raffigurato simbolicamente, allora questa spiegazione razionale e puramente casuale non mi bastava.

Ma nonostante chiedessi ai vari letterati, insegnanti di meditazione e guru spirituali, nessuno sapeva darmi una risposta diversa da quella classica e tra l’altro la questione sembrava di scarso o nessun interesse. “Ma che domande ti fai, pensa piuttosto a non pensare e a meditare!”. Va beh, io comunque non mi accontentavo, ero curioso e continuavo a farmi questa domanda.

E finalmente, un giorno, è arrivata la risposta.

Vivevo da alcuni mesi nel sud dell’India, in un Ashram nella jungla a un paio d’ore da Trivandrum, la capitale del Kerala. Ogni giorno meditavo, recitavo mantra e facevo yoga in una sala del tempio con una gigantesca e coloratissima OM disegnata sulla parete di fronte a me. Me la ricordo ancora, era davvero bellissima e sprigionava gioia come un grande sole 🙂

Un bel giorno, mentre sto meditando, mi arriva dal cielo un’intuizione, come un fulmine a ciel sereno. ZZZZZZAAAAAMMMMM!!!

Ecco la risposta alla mia domanda! Caspita, ma era ovvia, come avevo fatto a non pensarci prima???

Tutto eccitato scrivo la risposta su un foglio di carta e poi corro a mostrarla agli Swami anziani che dirigevano l’ashram.

“Mmm… mah, può darsi, chi lo sa, ora torna a meditare”.

Mannaggia, oh, di nuovo! Ma possibile che sta cosa interessa solo a me? Vabbè… 🙂

Insomma, da allora sono passati ormai 10 anni e questa cosa non l’ho mai rivelata a nessuno, perché forse tutto sommato non era poi così interessante.

Ma siccome è una cosa Supernatural, adesso la voglio raccontare a te e agli altri amici della nostra Tribù.

L’intuizione che ho avuto è davvero molto semplice, addirittura banale, ma per potertela spiegare devo prima fare un salto indietro nel tempo di almeno 20 anni… più precisamente all’anno in cui mi sono diplomato al Liceo Scientifico.

Per l’esame di maturità, ognuno di noi doveva preparare un argomento scientifico da esporre, una specie di tesi di ricerca.

Io avevo scelto le “Geometrie Non Euclidee”, una cosa decisamente Supernatural!

Di cosa si tratta? Beh, per dirla in parole semplici… la geometria Euclidea è quella che si basa sui 5 postulati di Euclide.

  1. Tra due punti qualsiasi è possibile tracciare una ed una sola retta;
  2. Si può prolungare un segmento oltre i due punti indefinitamente;
  3. Dato un punto e una lunghezza, è possibile descrivere un cerchio;
  4. Tutti gli angoli retti sono congruenti tra loro;
  5. Se una retta che taglia altre due rette determina dallo stesso lato angoli interni minori di due angoli retti, prolungando le due rette, esse si incontreranno dalla parte dove i due angoli sono minori di due retti (detta in parole semplici: Per un punto passa una ed una sola parallela ad una retta data, e quindi due rette parallele sullo stesso piano non si incontrano mai)

All’epoca di Euclide, un postulato era una affermazione “auto evidente”, che poteva facilmente essere dimostrata con riga e compasso.

Sin dall’infanzia la nostra percezione del mondo e dello spazio fisico si basa su questi postulati che consideriamo verità assolute e che non mettiamo mai in discussione.

In particolare il 5° postulato: “due rette parallele sullo stesso piano non si incontrano mai” è per noi una realtà talmente ovvia e “auto evidente” che non è possibile metterla in discussione.

Ora tieniti forte, perché sto per darti una notizia SCONVOLGENTE: mentre i primi 4 postulati sin dall’epoca di Euclide erano considerati “auto evidenti”, sul quinto postulato lo stesso Euclide aveva qualche problemino… infatti dopo 2000 anni, ancora nessuno è riuscito a dimostrare la validità assoluta del 5° postulato.

E quindi diamo per scontata e assolutamente vera una affermazione che mai nessuno è riuscito a dimostrare e che potrebbe essere tranquillamente…. FALSA.

Ti ricorda qualcosa questo modo di pensare? Sì, da oltre duemila anni ci comportiamo così, prendiamo una affermazione per vera, senza bisogno di dimostrarla né di metterla in discussione, e su di essa basiamo la nostra percezione del mondo.

Oggi due rette parallele non si incontrano mai, e noi sappiamo che è così, perché abbiamo adattato la nostra percezione del mondo alle nostre convinzioni. Ci convinciamo di una cosa, poi adattiamo la nostra percezione per darci ragione.

Bene, fortunatamente non fanno tutti così. Le Geometrie Non Euclidee nascono proprio dalla confutazione dei postulati di Euclide e in particolare dal 5° postulato.

E se non fosse vero che due rette parallele sullo stesso piano non si incontrano mai? Questa è la domanda che si sono fatti alcuni coraggiosi scienziati e matematici all’inizio del XIX secolo (benché già Aristotele quasi 2500 anni prima se n’era accorto 🙂

Ad esempio Bernhard Riemann costruisce un nuovo modello geometrico basato su questa affermazione: il percorso più breve tra due punti è una curva (anziché una linea retta, come nella geometria euclidea). E quindi il nuovo postulato diventa “Due rette qualsiasi di un piano hanno sempre almeno un punto in comune”.

L’aspetto più interessante è che la geometria “sferica” o “ellittica” di Riemann non nega quella di Euclide. Semplicemente la include e la estende, la rende più completa. In altre parole quello che noi crediamo (e di conseguenza vediamo) non è sbagliato di per sè, ma è semplicemente relativo alla nostra percezione limitata.

Dopo Riemann ci sono stati altri matematici e anche artisti che hanno sviluppato la geometria non euclidea in maniera più approfondita, ma non voglio annoiarti.

Ricordiamoci del postulato di Riemann che dice: “il percorso più breve tra due punti è una curva”.

E torniamo alla mia intuizione sul significato della OM.

omQuesta è la OM. Come puoi vedere è composta da 3 elementi. Il primo elemento è solitamente rappresentato come un rombo, ma di fatto è un PUNTO. Il secondo elemento è solitamente rappresentato come una specie di accento, ma di fatto è una LINEA. E il terzo elemento, che sembra un 3, è costituito da TRE LINEE (mi rendo conto che le tre linee non sono immediatamente visibili, ma continua a leggere e capirai meglio).

Come dicevamo all’inizio, la OM è la sillaba che rappresenta la creazione dell’Universo. E per come lo percepiamo noi con i nostri occhi, l’universo è tridimensionale.

E quindi cosa abbiamo qui? Abbiamo il PUNTO (prima dimensione della geometria), abbiamo la RETTA (seconda dimensione della geometria) e abbiamo il PIANO CARTESIANO con i suoi 3 assi (terza dimensione della geometria).

om_euclideSe la cosa non è abbastanza chiara, guarda questa immagine.

La prima intuizione che ho avuto è che il simbolo della OM rappresenta la realtà tridimensionale con i tre elementi (punto, linea, piano) e i tre assi della geometria analitica o cartesiana. E anche i numeri 1, 2, 3, certamente.

Però questa spiegazione era incompleta… perché le linee sono tutte curve?

Ed è stato qui che ho collegato la OM alla geometria non euclidea. Se sostituisco la geometria piana di Euclide con la geometria sferica di Riemann, ecco che la linea non è più una retta ma una curva e i tre assi sono curvi anche loro, a significare che lo spazio in cui ci muoviamo non è piatto, ma sferico o comunque curvo!

Interessante, vero?

Per concludere… E’ davvero questo che rappresenta il simbolo la OM? Forse questo simbolo ci è stato affidato qualche migliaio di anni fa per ricordarci qual è la vera natura del nostro universo?

Non lo so, e francamente non ha molta importanza. Quello che più mi ha colpito è la sincronicità di questo evento e cioè la capacità di trovare nella OM (simbolo della creazione) tutti gli aspetti della creazione stessa. Mi ha colpito la nostra capacità di “vedere” in base alla nostra apertura mentale, in base ai nostri limiti e ai nostri preconcetti.

Lo scopo di questa condivisione non è quello di convincerti che ho ragione io e che il simbolo della OM significa proprio questo. Lo scopo non è quello di dare delle risposte certe. Lo scopo è solo quello di stimolare la tua curiosità e far nascere nuove domande. Lo scopo è quello di aiutarti a vedere il mondo da altri punti di vista, per esplorare nuove possibilità.

Ci sono riuscito?

Bene, come diceva lo Swami, ora torno a meditare, che è meglio…. 🙂

24 Comments on “Qual è il vero significato della sillaba OM?”

  1. Grazie ,ci sei riuscito benissimo !
    Noi percepiamo ,secondo la nostra apertura mentale!
    Ti ringrazio di avere usato questa immagine potente e coinvolgente, ma , nello stesso tempo ,non
    vincolante , ma libera e subordinata solo al nostro grado di consapevolezza , di conoscenza e di apertura mentale!
    Grazie per questo articolo stimolante e intrigante ,
    con gratitudine e consapevolezza,
    Anna Maria

  2. se ci pensi la sfera è il principio con cui è composta questa realtà tutto è strutturato da microsfere…
    dalle bolle di sapone ai pianeti agli atomi…
    grazie del post…

    1. Sì è vero, anche il nostro corpo sottile è un guscio luminoso di forma “quasi” sferica (più a forma di uovo, in realtà). Grazie a te per il commento 🙂

  3. bravo bell intuizione,riprende il principio del Fiore della Vita. tutto nasce da un punto che diventa linea curva,che ruotando si interseca,formando punti che uniti formano i solidi platonici.

    1. Grazie! Mi fa piacere che arrivino conferme, finora non ho mai sentito nessuno altro parlare di questa teoria. Un abbraccio!

  4. CI SONO 2 LIBRI INTERESSANTI CHE POSSONO PORTARTI A CAPIRE CIO’ SONO: L ANTICO SEGRETO DEL FIORE DELLA VITA VOLUME 1E2. SPIEGA COME COLUI CHE NON HA NOME O ENERGIA PRIMORDIALE ABBIA PROGETTATO L UNIVERSO. NON MI DILUNGO MA CERCA ANCHE MERKABA. CIAO

  5. scusate se sono sempre qui ma incredibile sincronicita’ ieri sera un amico mi ha fatto vedere un libro di fisica quantistica e c erano disegnate le due diagonali che continuano con la retta come nell om era descrizione della terza dimensione, alla base delle diagonali,spazio e tempo, la retta e’ la materia..noi . il punto sta’ fuori dal piccolo grafico,perche’ la 4a dimensione e’ in un punto che puo’ essere ovunque ma fuori dalla terza dimensione. quando meditiamo andiamo in quel punto che puo’ poi condurci verso la 5a dimensione o altri mondi paralleli.

  6. La 5° Dimensione è la dimensione dell’immaginazione…….(Rod Serling – Ai confini della realtà -Twinlight Zone- 1958).

  7. E’ la dimensione dell immaginazione che si realizza all istante,ovvero alla velocita’ del pensiero.
    sarebbe interesante sapere che differenza c e’ tra velocita del pensiero e della luce. perché la creazione della terra viene da un pensiero che si materializza attraverso la luce. se non ci fosse come di notte tutto apparirebbe un po diverso,confini e profili si modificano nel buio e cio’ che vediamo appare diverso. nell albero della vita l immaginazione sta’ nel mondo dell astratto..che scende nella sephiro Malkut quella della materialita’ ovvero 3 a dimensione. scende da yesod che contiene l immaginazione…ma necessita di tempo per realizzarsi in 3a tot in 4a tot. nella 5a istantaneamente. nei riti di iniziazione volti a vincere la paura si prepara il sottoposto ad un eventuale passaggio in 5a al fine di non immaginare cose paurose che possono essere letali. tipo..sotto la grande piramide vi e’ una sala in 5a dimensione sprovveduti che vi si sono recati avendo paura dei serpenti sono stati trovati morti per morso di serpenti…nonostante non vi siano serpenti in quella zona. grazie per la pazienza nel leggere i mie deliri.

  8. Bravo, condivido la tua interpretazione. Mi piace la geometria non euclidea e tutta la matematica, che entra ovunque. Purtroppo sono in pochi a rendersene conto.
    Grazie, ciao.

  9. Ad esattamente 811 giorni dalla sua stesura, incappo quasi per caso in questo articolo, partendo da un’immagine che attira la mia attenzione pubblicata tra i suoi aggiornamenti di stato da un mio contatto su Whatsapp. Non sarebbe finita qui perché ho conosciuto questa persona in un’occasione molto particolare che ha segnato una tappa molto importante nella mia vita. Approfondirò volentieri in altra sede, perché qui vorrei essere più diretto e meno noioso possibile.
    L’immagine in questione potrebbe essere giudicata banale, ma mi piaceva e volevo catturarla: la foto di un uomo immerso nell’oscurità che tiene tra le dita della mano una lampadina apparentemente accesa.
    Catturo la schermata ma invece di farlo il mio smartphone, un Samsung Galaxy S7 Edge, legge il nome del contatto e mi apre una ricerca che comprende un sito di “astrologia dinamica” curato da qualcuno connlo stesso nome.
    Incuriosito, entro e vedo questo simbolo del AUM, che non ho mai capito. Decido di approfondire seguendo lo stesso metodo usato dallo smartphone, ovvero la ricerca per immagini.
    Trovo Wikipedia (ovviamente…), ma volendo approfindire come mio solito, scorro la ricerca e trovo questo articolo. Inizio a leggerlo scoprendo che anche tu, come me, non ti accontenti delle risposte classiche ma vuoo raggiungere il cuore delle cose anche seguendo una strada alternativa, quella dell’intuizione, quella alla quale faccio spesso ricorso quando non giungo da nessuna parte con la classica tecnica della ricerca, perché spesso restituisce nessuno o troppi risultati dai quali non si ricava un bel niente.
    Mentre leggo la tua esperienza, già a circa metà articolo raggiungo la tua stessa conclusione, perché anche io, pur essendo ignorante in geometria non euclidea, ho diverse volte intuito che nin è come noi ci ostiniamo a vederla, perché l’occhio vede filtrando tutto secondo la sua stessa struttura, e quindi la realtà, che è il mondo in cui viviamo per come lo percepiamo, non può corrispondere alla verità ma solo farne parte, perché la verità è un insieme più grande che comprende la realtà e l’illusione, proprio come si ritiene siano il bene e il male, il vero e il falso eccetera.
    Tornando quindi al principio di questo messaggio, gli 811 giorni, perché ritengo che siano significativi?
    Perché il numero 811 è formato dal numero 8 che rappresenta l’infinito, e il numero 11 che è il primo numero palindromo che rappresenta la specularità. I numeri palindromi sono un altro campo che mi ha incuriositp molto e sul quale mi ci sono applicato a lungo, scoprendonuna proprietà che non riesco a definire a causa delle mie scarse coniscenze matematiche, come appunto dicevo poc’anzi…
    Non che io creda in queste cose tipo numerologia, astrologia, esoterismo e quant’altro. Quello che credo è che se ciò che definiamo reale non è completamente vero, allora ciò che definiamo non reale non è completamente falso, e di conseguenza potremmo intuire qualcosa di vero che invece scartiamo perché accecati dalla convinzione di poter vedere la verità solo perché, come tu giustamente dici, cinauto convinciamo che sia così.
    Perciò, se ti interessa discuterne più approfonditamente, mi trovi su Facebook come Alessandro Hayabusa. Poi, privatamente, potremmo anche scambiarci i numeri di telefono per usare Whatsapp, che personalmente preferisco al Messenger di Facebook.
    Solo una cosa però: discuto di queste cose esclusivamente via testo e non vocalmente perché voglio una traccia da potet ripercorrere e rivalutare in ogni momento in cui ne percepisco la necessità.
    Spero in un riscontro positivo. A presto!

    1. Ciao Axel! Eccoci qua, di ritorno dalle vacanze natalizie. Grazie per il tuo racconto pieno di sincronicità 🙂
      Io di solito preferisco non stare troppo tempo a scrivere al computer… altrimenti ne esce un libro e allora tanto vale pubblicarlo 🙂
      Comunque se ti va scrivici ancora!
      Un abbraccio!

    1. Ciao Krsna, temo che parlare con un’altra persona di questa esperienza sia impossibile, a meno che l’altra persona ne abbia fatto lei stessa esperienza diretta. Ma a quel punto non c’è nulla di cui parlare. Se invece ho frainteso la tua domanda, puoi spiegarci meglio cosa intendi? Un abbraccio 🙂

  10. Ciao e grazie per rispondere.So molto bene che non serve parlare con chi non ha l ‘esperienza di udire l’om.Secondo la letteratura indiana
    chi conosce l’om conosce Dio ecc…Ma io non noto niente di speciale nella mia vita a causa di questa esperienza tanto ricercata e tanto rara .Finora non ho nessuno con cui condividere, e credo
    comunque che ci sia molto da condividere.Per esempio , (uno dei tanti)se ascolto in internet il suono che emette il nostro pianeta , che e’ lo stesso di quello da me percepito da anni e che ho sempre identificato con l’om ,esso comincia a risuonare anche dentro di me.Il fatto che la terra vibri nella tonalita’ di Do # (196,10Hz)per me e’ una scoperta recente ma convalidata dai testi sacri dell’India.Grazie per l’attenzione.

    1. Capisco. Dal mio punto di vista tutti noi facciamo continuamente esperienza di ciò. In ogni istante udiamo la voce di Dio. La udiamo nel suono primario dell’Universo, che ci accompagna dall’inizio della creazione… Ma la udiamo anche nei suoni della natura, in quelli del nostro corpo, nella voce dei bambini che giocano e degli uccellini che cantano… e anche delle automobili che strombazzano in tangenziale, delle ruspe che scavano la terra, dei boscaioli che abbattono alberi e delle bombe che esplodono nelle zone di guerra…

      La voce di Dio è ovunque e questa è l’esperienza più meravigliosa che possiamo fare… Eppure quasi nessuno di noi vuole ascoltare veramente.

      Siamo sempre concentrati ad ascoltare le voci nella nostra testa e ci perdiamo la meraviglia della Creazione, ci perdiamo i messaggi di Dio che ci parla incessantemente.

      Come puoi dire che nulla nella tua vita è cambiato? Chi è che lo dice? Forse la voce nella tua testa? Quella che ti suggerisce che non c’è niente di speciale nella tua vita?

      Prova a non ascoltare questa voce. Prova solo ad ascoltare la voce di Dio che risuona intorno a te. Questa è l’esperienza più speciale che puoi fare e se la vivi intensamente e totalmente, poi più nulla sarà come prima.

      Certo, prima o poi ritornerai ad essere te stesso. La voce nella tua testa ritornerà a dirti che nella tua vita non è accaduto nulla di speciale. La voce tornerà a reclamare la tua attenzione, a parlarti di quanto è dura la vita, di quanto sono grandi le difficoltà, di quanto è triste stare al mondo senza nessuno con cui condividere.

      Va bene. E’ normale, è così per tutti.

      Ma la voce di Dio è sempre lì a parlarti. E puoi ascoltarla in ogni istante, ogni volta che vuoi.

      Vuoi farlo in compagnia? Unisciti a chi prega, a chi medita, a chi danza, a chi canta, a chi si prende cura degli animali e delle persone bisognose, a chi celebra la gioia della vita, a chi aiuta le persone a nascere e a chi le accompagna alla morte.

      La scelta è tua, la compagnia non ti manca.

      Buon ascolto 🙂

  11. buon giorno scusate ma a 60 anni si è già un po storditi chiedo conferma ad axel se è con mè che vuole parlare ? se si lascierò mio numero per wh ap.
    riguardo all esperienza della vibrazione om…c è sempre alla base un problema..la mente!e’ lei il velo da togliere per avere una visione nuova,diciamo reale.altrimenti tutte le esperienze passano da li ovvero siamo sempre dentro la stessa scatola alto o basso dx o sx non cambia nulla.dobbiamo uscire dalla scatola.ognuno trovi il suo modo,io ci provo e tanto quanto sul conscio la osservo.sulle cose inconscie che stanno li da vite è di gran lunga lei più brava a governarmi la mente serve ma deve essere al nostro servizio,non il contrario.buon cammino.

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