Quella volta che ho utilizzato il Pendolo per contattare il mondo degli Spiriti. Una pessima idea?

Daria & MaximilianArticoli, Pendolo21 Comments

Tempo di lettura: 8 minuti

Utilizzo il Pendolo da quasi 20 anni. Ho iniziato ad utilizzarlo quando studiavo la pranoterapia con i libri di Barbara Ann Brennan (Mani di Luce e Luce Emergente). L’idea era quella di testare lo stato di salute dei Chakra con il Pendolo, siccome non avevo ancora abbastanza sensibilità per riuscire a percepirli direttamente.

Il Pendolo funzionava così bene e mi dava risposte così chiare che me ne sono innamorato subito. Tenerlo in mano e vederlo girare mi dava una sensazione molto forte e piacevole. Era come se si agganciasse ai Chakra, come una calamita. Attraverso di lui mi sembrava davvero di poter sentire e percepire lo stato energetico dei vari Chakra. Un’esperienza bellissima.

Da lì ho cominciato ad approfondirne l’utilizzo. Ho letto il libro Magia Radionica di Doriana Dellepiane e ho cominciato a fare esperienza con la radionica e la radiestesia.

E poi utilizzavo il Pendolo per fare domande, cercare oggetti smarriti, testare l’energia dei cibi e dei rimedi naturali, e così via.

Ero ancora all’inizio, la mia comprensione del Pendolo e del suo vero potenziale era ancora limitata, ma mi piaceva sperimentare e non mi ponevo limiti.

La malattia di mia madre (e una grande benedizione)

Mia madre mi guardava incuriosito, non capiva esattamente cosa stavo combinando, ma era interessata. In quel tempo anche lei stava riscoprendo la sua spiritualità, anche se attraverso percorsi diversi dai miei. Stava affrontando una malattia molto grave, la sua vita era appesa ad un filo (beh, la vita di tutti noi lo è in realtà, ma ce ne accorgiamo solo in quei momenti così speciali e difficili…). Questa malattia le aveva permesso di rimettere tutta la sua vita in discussione e qualcosa in lei stava cambiando.

Dopo un difficile intervento chirurgico, tra la vita e la morte, aveva cominciato a manifestare fenomeni strani: d’improvviso usciva dal corpo e si ritrovava sospesa a mezz’aria, terrorizzata, vedendo tutta la stanza dall’alto e il suo corpo disteso immobile sul divano. A volte volavano oggetti per la stanza, di notte aveva visioni e vere e proprie “visite” di entità non meglio identificate.

Benché mia madre avesse da sempre avuto la dote di fare sogni premonitori incredibilmente precisi (cosa che trasmise anche a me), aveva sempre avuto un approccio materialista alla vita e non si era mai interessata più di tanto alla spiritualità e men che meno a questo tipo di fenomeni. Inutile dire che queste manifestazioni incontrollate la sconvolgevano e la spaventavano molto.

Forse per dare un senso a tutto questo, forse per vera vocazione, forse per destino (chi può dirlo?), mia madre si era infine avvicinata alla religione cattolica (considerando che era sempre stata lontana anni luce dalla religione e piuttosto insofferente in merito, la cosa era davvero sorprendente). Avendo un grande talento artistico, si mise a dipingere bellissimi quadri di Angeli, in cui rappresentava se stessa, le sue sofferenze e il suo bisogno di liberazione e di connessione con ciò che lei percepisce come Dio.

E dopo lunghe sessioni di preghiera e meditazione, cominciava a manifestare altri segni, che nello Yoga vengono chiamati Siddhi (i poteri). Uno in particolare riguardava la visione remota. Durante le sue lunghe pratiche di meditazione, preghiera e contemplazione le apparivano d’improvviso visioni nitide di altri luoghi, con architetture strane e bizzarre, popolati da persone vestite in modi diversi dal nostro. Per lei non si trattava di immaginazione o fantasia: ciò che vedeva era reale e consistente nel tempo. Per non parlare di strane visite che riceveva durante la notte, ai piedi del suo letto. La sua vocazione spirituale si stava infine rivelando.

E così un giorno decisi di regalarle un Pendolo tutto suo, invitandola a praticare lei stessa.

Molto incuriosita, mia madre iniziò subito ad utilizzare il Pendolo. Con mia grande sorpresa, però, il suo approccio fu diverso dal mio. Anziché usare il Pendolo per testare cose e ottenere risposte, decise di utilizzarlo per provare a contattare queste entità che di frequente le apparivano. In poche parole cercava di utilizzare il Pendolo per stabilire un contatto medianico con altre entità e dar loro voce. E la cosa sembrava funzionare.

Inizialmente invitava queste entità “amiche” a manifestarsi e a muovere il Pendolo. Poi chiedeva loro di comunicare con lei attraverso il Sì e il No. E successivamente in modo più sofisticato, costruendo una specie di alfabeto su cui il Pendolo si muoveva per comporre parole e frasi.

<<Come ti chiami?>>, chiese un giorno mia madre a questa entità che da giorni si presentava e comunicava con lei.

<<Mi chiamo Chiara>>.

Mia madre era felicissima. <<Mi ha risposto, dice che si chiama Chiara!>>

I giorni passavano e mia madre era sempre più immersa in questa comunicazione con l’entità di nome Chiara. Ormai Chiara le dava risposte molto precise, le raccontava di sé e del luogo in cui si trovava, le dava consigli spirituali, la invitava ad aprire libri ad una certa pagina per trovare una certa frase, che puntualmente dava una risposta sensata alle sue domande.

<<Chiara è mia amica, mi guida e mi protegge. E’ un’entità di Luce>>

Io la sostenevo in questo suo percorso, ne ero io stesso affascinato, anche se la invitavo ad avere prudenza. Non avevo mai avuto un particolare feeling con le entità disincarnate, nemmeno sapevo cosa davvero significasse questo termine e chi o cosa stesse comunicando con lei. Inoltre vedevo che mia madre affrontava la questione dal suo punto di vista, influenzato dalla religione cattolica. Chiara era un Angelo custode? O una Santa? Un’anima del Paradiso? Non aveva importanza, in fondo erano solo parole, definizioni arbitrarie… io ero felice del suo coinvolgimento e del suo desiderio di sperimentare, assistevo ai suoi progressi e la incoraggiavo ad andare avanti.

Poi le cose presero una brutta piega.

<<Sai, oggi assieme a Chiara si sono presentate altre entità. Vogliono fare amicizia con me. Sto parlando con loro, ma non capisco bene cosa vogliono da me>>

Mia madre aveva aperto una porta. E da questa porta stavano entrando altre entità o coscienze (o chissà cos’altro).

<<Queste entità sono sempre più insistenti. Si affollano, vogliono parlare, hanno bisogno di aiuto, vogliono essere ascoltate. Oggi si sono presentate come Chiara, ma ho scoperto subito che non erano lei. Mi dicono bugie e non se ne vogliono andare. Cosa devo fare?>>

Comunicare con Chiara era sempre più difficile. Queste entità avevano trovato una via di accesso e volevano l’attenzione di mia madre… e forse la sua energia, o semplicemente la sua Luce e il suo Amore, la sua consolazione.

Mia madre si sentiva sempre più stanca e turbata.

Un giorno venne da me, visibilmente sconvolta.

<<Non so più che fare. Ora non aspettano nemmeno più che io prenda in mano il Pendolo. Comunicano con me in ogni momento. Quando mi guardo allo specchio, dopo un po’ il mio volto si trasforma e vedo altri volti, deformati, che si susseguono velocemente. Sento le loro voci. Non mi lasciano più in pace!>>

Queste entità non erano minacciose, non volevano farle del male. Ma avevano un disperato bisogno della sua attenzione e della sua energia, per nutrirsene. Forse si sentivano sole, forse erano smarrite e inascoltate… e soffrivano. In fondo anche mia madre si sentiva così, da sempre.

Volevo fare qualcosa, ma non sapevo bene cosa. Volevo aiutarla e volevo saperne di più. Forse dovevo parlarci io con queste entità.

E così un giorno decisi di affrontare la situazione (e risolverla a modo mio).

Presi il mio fidato Pendolo di Cristallo, deciso a mettermi in comunicazione con queste entità e metterle tutte in riga.

Conservavo il mio Pendolo in un piccolo sacchetto nero di stoffa, chiuso con due piccoli cordoni.

Non appena slacciai i due cordoni per aprire l’involucro, accadde una cosa inaspettata.

Il Pendolo letteralmente schizzò fuori dal sacchetto e con un balzo andò a infilarsi sotto la credenza del salotto, nel punto più lontano da me.

Ero sbigottito.

<<Che diamine succede?>>, pensavo tra me e me. Non avevo rovesciato il sacchetto, lo avevo semplicemente aperto… come era possibile che il Pendolo fosse schizzato via così, come se lo avessi lanciato, come se fosse dotato di vita propria? Mah, che cosa strana…

Mi sdraiai sul pavimento e infilai un braccio sotto al mobile per recuperare il Pendolo.

<<Dove accidenti sei finito? Ah… eccoti… OH NO!>>

Il Pendolo, il mio amato Pendolo, si era spezzato a metà. Ero sconvolto, arrabbiato e confuso.

Poi ho capito.

Il Pendolo (o qualcuno attraverso di lui) mi stava dicendo che contattare queste entità era una pessima idea.

Non dovevo farlo. Per il mio bene. E così lasciai perdere.

Anzi, lasciammo perdere. Sia io che mia madre ci eravamo presi un bello spavento. E così decidemmo di mettere da parte il Pendolo e lasciarci alle spalle questa strana storia.

Dopo aver parlato un’ultima volta con Chiara, mia madre mi disse che Chiara avrebbe sistemato tutto, ma che non era più opportuno che mia madre la cercasse e che continuassero a comunicare. Il canale non era più pulito, c’era troppa interferenza. Per mia madre fu un triste addio, o forse solo un arrivederci. Comunque questa esperienza con Chiara era giunta al suo termine.

Da quella volta mia madre non ha più usato il Pendolo.

Io invece dopo qualche tempo l’ho ripreso in mano e ho ricominciato ad utilizzarlo… e da allora non ho più smesso. Ho riparato il mio Pendolo di Cristallo e dopo 20 anni lo tengo ancora con me. Di tutti i Pendoli, questo è il più prezioso e il più potente che ho. E’ davvero un mio prezioso alleato.

Cosa ho imparato da questa lezione di vita?

Beh, innanzitutto che il Pendolo è uno strumento molto potente e che possiamo utilizzarlo in molti modi.

Il mio Pendolo di Cristallo conserverà per sempre la sua cicatrice, lì dove l’ho riparato. E’ un po’ malconcio, ma fa ancora un egregio lavoro. Anzi è quello che lavora meglio di tutti. Così ogni volta che lo prendo in mano mi ricorda che devo utilizzarlo con saggezza, centratura e rispetto.

Da questa lezione ho imparato che non è il Pendolo in sé ad avere potere. Siamo noi, attraverso di lui, a manifestare il nostro vero Potenziale e le nostre capacità.

E ho imparato che dobbiamo utilizzare il nostro potere con grande Responsabilità e Saggezza.

Da allora non ho più cercato di entrare in contatto con il mondo degli Spiriti in quel modo immaturo e superficiale. Credo non ci sia nulla di male ad entrare in contatto con quelle che chiamiamo Guide, Angeli Custodi, Entità di Luce o Anime disincarnate. Ma per farlo occorrono molta maturità, centratura e preparazione. E una buona protezione a livello energetico e psicologico. Non è saggio farlo per gioco, per curiosità o per soddisfare il nostro Ego. Così come non credo sia saggio fare sedute spiritiche per comunicare con i defunti, se non per loro espressa volontà o in casi di vero bisogno. A dire il vero non so nemmeno se sia veramente possibile farlo: benché abbia letto di tutto sull’argomento, non posso certo dire di avere una risposta certa e definitiva.

Viviamo in un mondo misterioso e affascinante, di cui sappiamo davvero poco.

Ciò che vediamo e percepiamo con i nostri sensi è solo una parte infinitesimale di ciò che realmente ci circonda. Nulla ci viene precluso, ma non per questo significa che abbiamo la preparazione, la maturità e il diritto di interferire con la Realtà che ci circonda, men che meno in modo superficiale e irresponsabile. C’è in gioco la nostra energia, il nostro equilibrio e forse la nostra stessa vita.

Non voglio spaventarti. Quella mia e di mia madre è stata una storia a lieto fine. Le nostre intenzioni erano positive ed eravamo animati da sincera curiosità e bontà d’animo. Ma anche da tanta ingenuità.

Ho condiviso con te questa storia intima e personale nella speranza che ti possa aiutare ad utilizzare il Pendolo in modo più consapevole.

Non ci sono veramente limiti nell’uso che puoi fare del tuo Pendolo. Abbi il coraggio di sperimentare. Non avere paura e non porti alcun limite. Ma fallo sempre in modo consapevole, responsabile e rispettoso.

C’è chi dice che il Pendolo non è un gioco.

Io non la vedo così. Con il Pendolo possiamo anche giocare, se il gioco ci aiuta ad affrontare la vita con più gioia e leggerezza. L’importante è non fare giochi stupidi o controproducenti. Ma nemmeno passare all’estremo opposto, prendendo tutto in maniera troppo seria e pesante, con paura e superstizione.

Ricorda: il Pendolo è solo uno strumento e non può farti alcun male. Ciò che può farti male è un atteggiamento superficiale, egoistico e sprovveduto. Con o senza il Pendolo 🙂

Vuoi approfondire l’argomento e saperne di più sull’utilizzo del Pendolo?

Bene! Ho creato una piccola guida introduttiva con 27 modi per utilizzare il Pendolo (e 5 errori che sarebbe meglio evitare).

La trovi cliccando qui.

In questa guida condivido le mie esperienze con il Pendolo e vari modi in cui l’ho utilizzato in questi 20 anni. Più alcuni errori piuttosto comuni che secondo me andrebbero evitati.

E’ una guida che ho creato per gli studenti del mio corso sui Segreti del Pendolo, ma ho deciso di renderla disponibile a tutti gratuitamente.

Spero che ti sia utile e che ti possa dare qualche ispirazione per migliorare la tua pratica con il Pendolo.

Buona lettura e… buona pratica!

Maximilian

21 Comments on “Quella volta che ho utilizzato il Pendolo per contattare il mondo degli Spiriti. Una pessima idea?”

  1. Grazie Maximilian, è sempre un piacere leggerti-vi, qualunque sia l’argomento. Appena torno a Firenze e recupererò (spero!) la password leggerò con grande piacere la tua preziosa Guida. Un grande abbraccio da
    Massimo

    1. Grazie Massimo!!! Le tue parole ci danno la motivazione per andare avanti. Grazie di cuore 🙂
      Se hai bisogno di aiuto per la password, scrivimi 🙂
      Un abbraccio!

  2. Grazie di questo bell’articolo illuminante. Io ho usato il pendolo anni fa, e l’ho accantonato abbastanza presto perché sentivo di rischiare di prenderlo con atteggiamento superficiale. E mi sono dedicata ad altro. L’ho ripreso l’anno scorso, comprandone uno nuovo di zecca. L’altro era di cristallo, ricavato da una lampada…non so nemmeno ancora bene se poteva essere positivo o meno, il fatto che fosse “costruito” in quel modo. L’ho usato per qualche tempo, soprattutto per cercare di familiarizzare con lui. Mi è stato consigliato di studiare bene prima di buttarmi a usarlo, e soprattutto di accostarmi con umiltà e senza cercare di prendere in giro nessuno, tantomeno le energie che entrano in gioco. Ho anche un libro sull’argomento, ma non sono riuscita a leggerlo…nel frattempo ho scoperto le tecniche quantistiche e mi ci sono buttata a capofitto. Ora mi si è ripresentato l’argomento Pendolo, con alcune persone che ho conosciuto di recente e che lo usano, con la mia migliore amica storica che ha ripreso a parlarmi della questione pendolo di punto in bianco, e dei tuoi articoli che ricevo in newsletter. Se c’è un messaggio in queste “coincidenze” (non ho mai creduto alle coincidenze, e ora che sono in cammino men che mai), vale la pena ascoltarlo. Ho scaricato la tua guida e non appena i tempi sono maturi, lo leggerò e lo metterò in pratica. Grazie!

    1. Ciao Loredana! Molti dei miei studenti hanno iniziato con un Pendolo autocostruito… credo sia il modo più bello per iniziare a praticare, mettendo assieme creatività e intuizione. Studiare va bene, ma la pratica deve andare di pari passo. Non farti intimorire… non ci vuole una laurea per iniziare a usare il Pendolo e non si corre alcun rischio, a meno che non te le vai a cercare! 😉
      Secondo me la cosa migliore è partire dalle basi, facendo un passo alla volta e praticando prima le cose semplice, poi man mano che si studia, cominciare a sperimentare cose più complesse.
      Segui le sincronicità (che non sono mai coincidenze casuali) e continua a praticare… qualcosa ti sta chiamando 🙂
      Un abbraccio!

  3. GRAZIE per aver condiviso la vostra personale ed importante esperienza, potrà essere da monito/consiglio per molti che si approcciano all’uso del Pendolo.
    Namastè

  4. Grazie infinite, terrò sempre presente le tue preziose parole ogni volta che userò il mio pendolo
    Grazie Grazie Grazie

  5. Buongiorno anch io ho usato il pendolo mi ha sempre interessato questo argomento….. ho anche un libro che devo leggere…… quando lo usavo per chiedere delle cose sinceramente pensavo che fossi io a xecidere le risposte che volevo sentirmi dire ….. e pi lo homesso in un cassetto e dorme ancora …… appena leggo quello che hai scritto e capiro’ di piu io lo usero’ di nuovo…….. io ho un dono che ho ereditato …… collego i numeri delle targhe alle persone sia vive che morte….. mi capita spesso andando in giro e certi numeri mi parlano …. si fanno vedere ….. ho comprato anche il libro angeli e numeri….. anche li gioco e vinco su ruota un sacco di volte…… e poi se per caso mando un messaggino a l cell io so quando quella persona sta leggendo il messaggio oppuremi scrive….. e’ forma di telepatia collegata con quella persona…… oppure penso ad un numero e subito mi appare una macchina con quel numero……. gradirei sapere la tua data di nascita la chiedo a tutti anche la targa della macchina solo il numero e anche il numero di abitazione tu sai cosa mi dicono…….ciao e buona domenica

    1. Ciao Daniela! Grazie per la tua testimonianza, è super interessante! Ti scriviamo in privato 🙂
      Un abbraccio!

  6. Quando ho iniziato a leggere la prima parte di questo blog ho pensàto…. Ma come…io non vi ho mai scritto la mia esperienza Per un attimo sono rimasta sbigottita…perché il mio inizio è stato identico.
    Vent’anni fa ho comperato il libro Mani di luce di Ann Brennan e in seguito il pendolo. Il mio scopo era quello di utilizzarlo per testare il funzionamento dei chakra e utilizzarlo per motivi di salute…
    Ora lo uso anche per avere risposte su quesiti importanti, quando hai dubbi su decisioni da prendere.
    Ad un certo punto, quando sono morti i miei genitori , ho voluto provare di usarlo per mettermi in contatto con loro ma ho sempre avuto Ja sensazione che non fosse una buona idea. Sentivo una sensazione di disagio e così ho smesso.

    Tutto ciò mi fa pensare che non sono arrivata qui per caso.
    Ho scaricato da pochi giorni il vostro manuale che leggerò al più presto.
    Un abbraccio Manuela

    1. Wow incredibile… Davvero una bella “sincronicità” ! Si vede che tra noi c’è un collegamento 🙂
      Grazie Manuela per la tua condivisione. Un grande abbraccio!

  7. Ciao, personalmente sono una principiante riguardo il pendolo, ma sono una persona curiosa con voglia di conoscere e ampliare i propri punti di vista. Partendo dal presupposto che per me non esiste una verità assoluta,che non esiste un meglio o un peggio, un giusto o uno sbagliato, credo che se le cose capitano ,visto che non esiste il caso, è perchè forse da qualche parte,o qualcuno ci sta semplicemente indicando la strada….. quindi che dire,sono felice di aver trovato questo sito, di aver acquistato il corso, ma soprattutto di mettere in pratica i vostri consigli e esperienze faccendone buon uso per il mio bene supremo.
    Namastè Valeria

    1. Ciao Valeria! Sono d’accordo con te. Seguo il flusso e cerco di prendere il meglio da ogni situazione, perché sono convinto che ogni cosa che ci accade è per il nostro bene supremo, anche quando non ci piace… e non sai quante volte accade che una cosa non mi piace e mi lamento, anche se in fondo l’ho scelta io!!! Ma poi mi accorgo sempre che in ogni cosa c’è una lezione preziosa da imparare o un risvolto inaspettato che ribalta completamente il mio giudizio limitato sulle cose… Siamo tutti in cammino 🙂
      Grazie per la tua bella condivisione e per la responsabilità che ti prendi nell’essere tu la protagonista delle tue scelte e della tua vita.
      Un abbraccio!

  8. Grazie per questa condivisione Max, storia molto affascinante, simile ad altre storie di cui sono stato diretto testimone. La medianità è faccenda serissima, che va approcciata con preparazione e rispetto; fai molto bene a mettere in guardia dal farne un gioco!
    Grazie!

  9. scusate se mi intrometto se possibile, per quanto riguarda la situazione di contatto con lo spirito guida tramite del pendolo ,con funziona di risposta “si” e “no”,.
    Come faccio a sapere e completare il nome dello spirito guida?
    Grazie.

    1. Ciao Beppe! Per quanto io mi senta di sconsigliarti questo tipo di indagine, ci sono vari modi in cui puoi farlo. Il più semplice è con il Quadrante di Radioestesia (ne parlo qui: https://www.supernaturalcafe.it/i-segreti-del-pendolo-i-quadranti-di-radioestesia-per-potenziare-le-tue-indagini-con-il-pendolo/). Un altro modo è testando ogni lettera dell’alfabeto con il Sì e il No. Ma questo secondo metodo è mooooolto più lungo. Meglio usare i Quadranti con le lettere dell’alfabeto. Verifica sempre PRIMA con chi stai parlando (fai domande di controllo).
      Un abbraccio!
      Maximilian

  10. Quello che è successo a tua mamma è successo anche al sottoscritto.Quando si fa radiestesia,o comunque si pratica abitualmente,la condizione base è quella di fare il “vuoto mentale” e di porsi in onde alfa,ossia in uno stato di coscienza alterata in cui emisfero destro e sinistro si trovano in equilibrio.Per arrivare a questo livello occorre adottare tecniche di rilassamento simili a quelle utilizzate in Dinamica Mentale Base ed avanzata,regolando il respiro passando dalla modalità diaframmatica a quella addominale.Si nota quando l’addome si alza e si abbassa,mentre il torace rimane fermo.Fatto questo,si può iniziare la ricerca radiestesica,badando bene di tacitare sempre la mente in modo da non influenzare la ricerca stessa.Il pericolo,perchè nella pratica radiestesica c’è sempre in quanto la componente medianica è una parte di essa,è quella di passare da uno stato ALFA ad uno stato Delta in cui la mente è assente,e inizia la fase di sonno vero e proprio.C’è un punto ben preciso,e qui vengo al fatto che tua madre dipingeva angeli ecc ecc ecc,in cui si esalta la creatività,e l’ispirazione tipica degli artisti.Andando poco oltre si entra in uno stato di coscienza ancora più profondo in cui corpo e mente non rispondono più e si cade nella tipica trance del medium.Probabilmente tua madre ha aperto dei canali che NON dovevano essere aperti e quindi ha permesso ad entità disincarnate,spiriti bassi,vampiri energetici e sopratutto entità negative di passare attraverso quella porta e di liberarli nel mondo reale.Questo perché il medium è inerte,e quindi attorno a se deve avere delle persone esperte in grado di aiutarlo e di riportarlo allo stato Beta,cioè allo stato vigile.
    Quello che è capitato al sottoscritto è analogo a quello occorso a tua mamma.Durante una ricerca radioestesica mi sono sentito come addormentare,mi sono visto proiettare in una edicola funebre dove ho visto delle persone che sorridevano e mi guardavano…Sono riuscito a regredire e portarmi in uno stato vigile.Ho creduto che fosse finito tutto,ma mi sono dovuto ricredere.In casa hanno cominciato a muoversi degli oggetti,bottiglie che cadevano da sole,vedevo ombre nella stanza da letto,avevo incubi,al mattino sul mio corpo erano presenti dei graffi,specie sulle gambe.Una sera ho avuto un incubo in cui mi trovavo nella stanza un gatto orribilmente brutto.Lo buttavo fuori dalla porta e rientrava dalla finestra.Gli davo dei calci e lo buttavo furi dalla porta.Me lo ritrovavo comunque nella stanza.Poi gli ho dato fuoco è lo buttato via di peso dalla porta e non mi è mai più ritornato.Un’altra sera alla mia sinistra si è materializzato un lupo.Aveva le zampe poste sul letto e lo sentivo ringhiare.Gli occhi erano di un colore strano,avevo la testa rivolta verso di lui,non riuscivo a parlare ne a pensare.Ho solo avuto la forza di dire mentalmente:”In Nome di DIo Onnipotente,creatore dell’Universo,ti ordino di lasciare immediatamente questa casa”L’ho visto scendere le zampe dal letto andare verso la porta e smaterializzarsi.Dopo il fatto cercavo di pregare mentalmente senza riuscirvi(le entità negative ti manipolano la mente e ti impediscono di pensare)Poi piano piano ho ripreso le mie facoltà ed ho iniziato a pregare intensamente.Nel tempo,visto che i fenomeni continuavano sebbene in maniera più blanda,ma erano sempre presenti,ho lavorato su me stesso riuscendo a chiudere quel canale.Quindi?Conclusioni?Fare e praticare radiestesia ha,e presenta sempre i suoi rischi.

    1. Grazie Mauro per la tua condivisione. Quello che dici è giusto. Nel mio corso base spiego le tecniche preparatorie che, se praticate nel modo corretto, aiutano a raggiungere quello stato che io chiamo di “concentrazione rilassata”. In questo caso non si corrono rischi, a meno che uno non se li vada a cercare. Un abbraccio!

  11. Esattamente.Fino a che il soggetto rimane nella “dimensione alfa”in equilibrio non succede nulla.Accade l’irreparabile quando si sposta verso la zona delta in un preciso punto senza che se ne accorga.Non solo,quando si ritorna allo stato vigile occorre sapersi anche scaricare.
    Saluti.

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