Dì soltanto una parola e io sarò salvato

Daria & MaximilianInterviste6 Comments

Tempo di lettura: 7 minuti

Un mese fa mi sono fatto male a una gamba, mentre facevo ginnastica.

La mia prima reazione è stata quella di comprendere il messaggio che questo trauma mi stava comunicando… e con esso il motivo e la causa profonda del trauma stesso.

(ok in verità la prima reazione è stata quella di piangermi addosso e di lamentarmi… cercare di comprendere il messaggio è stata la seconda reazione 🙂 )

Dopo 25 anni di studio e osservazione “olistica” dell’Essere Umano, posso affermare con certezza che ogni trauma e ogni malattia hanno un loro significato profondo e un messaggio importante per noi.

Le cause non sono mai esterne, per quanto possa sembrare il contrario. Di fatto “interno” ed “esterno” sono descrizioni della nostra Mente Razionale… descrizioni ingannevoli. Tutto avviene in accordo con la nostra Coscienza, che potremmo anche chiamare il nostro Sé Superiore (per quanto anche questa sia una descrizione della nostra Mente Razionale).

Non solo i traumi e le malattie parlano di noi, del nostro vissuto, delle nostre convinzioni, delle nostre paure, delle frustrazioni e dei desideri inascoltati… Ma anche la modalità e le condizioni in cui accadono e si manifestano, ciò che ci impediscono di fare, il modo in cui cambiano radicalmente la nostra situazione attuale… e anche il modo in cui li descriviamo e li raccontiamo a noi stessi e agli altri. Tutto questo parla di noi, qui e ora.

Per questo ogni messaggio è unico e una stessa malattia può avere significati molto diversi in persone diverse. E’ vero che esistono degli archetipi e quindi traumi o malattie che colpiscono un certo organo avranno probabilmente significati simili. Ma non si può mai generalizzare, ogni caso è diverso.

Prendiamo il mio caso: stavo riscaldando il corpo prima di fare ginnastica, salendo e scendendo i gradini della scala che porta al piano superiore di casa mia, qui in Irlanda. All’improvviso ho sentito un colpo secco sul polpaccio, come se ricevessi una bastonata. Mi sono girato di scatto, con il cuore in gola, pensando: “chi diamine c’è alle mie spalle che mi fa un brutto scherzo? E’ forse un fantasma o un folletto irlandese???”. E nel giro di pochi secondi ho realizzato che non c’era alcun fantasma… purtroppo un muscolo o un tendine si era danneggiato e non riuscivo più a stare in equilibrio sulla gamba.

Ci sono vari libri che interpretano i messaggi in base alla zona del corpo interessata. Più o meno dicono tutti le stesse cose e in linea di massima danno degli spunti interessanti. Ma non possono mai realmente andare in profondità, perché sono troppe le variabili in gioco.

Ad esempio, il mio trauma è accaduto la mattina presto, prima dell’alba, quando ancora tutti dormivano. Avevo finito di meditare e mi preparavo per gli esercizi mattutini. Quella mattina mi sentivo molto stanco, sarei rimasto volentieri a letto, ma mi sono imposto di andare avanti e di fare esercizi, pensando che fosse solo pigrizia. Venivo da un periodo molto stressante: avevamo traslocato in Irlanda tre mesi prima, c’erano state varie difficoltà, sentivamo la mancanza delle nostre famiglie ed eravamo incerti sul nostro futuro.

La prima interpretazione che ho dato del trauma è stata: qualcosa si è rotto, forse il tendine di Achille. Legamento = legame. Il legame con la famiglia e gli amici mi lacera dentro a causa della distanza e della temporanea separazione?

E ancora… il trauma mi impedisce di camminare. Forse ho paura di aver fatto il passo più lungo della gamba? Forse ho l’impressione di non farcela più ad andare avanti a questo ritmo?

Stavo salendo e scendendo una scala, come se ci fosse davanti a me una salita che non finisce mai… ho la sensazione di continuare a faticare e nonostante ciò mi trovo sempre allo stesso punto?

Inoltre analogicamente il tendine di Achille è collegato alle ghiandole surrenali… la mia energia vitale era troppo bassa e ne avevo abusato?

Tutte queste erano indicazioni preziose sul motivo per cui mi ero fatto male.

E da quel momento in poi, con una gamba immobilizzata, come è cambiata la mia vita?

Beh, innanzitutto mi sono fatto male proprio la settimana prima di tornare in Italia. Avevamo pianificato di restare in Italia solo 10 giorni, ma grazie a questo “incidente” siamo restati quasi un mese, con grande felicità sia nostra che dei nostri figli, dei nonni, dei parenti e degli amici. Ritornare nel nostro nido e farci coccolare è stato prezioso e meraviglioso. In più mia moglie si è presa amorevolmente cura di me, io mi sono finalmente permesso di fermarmi e di tirare fiato. Non dovevo più sentirmi in colpa se finalmente mi riposavo! Ne avevamo bisogno, ma non volevamo ammetterlo!

La nostra Mente funziona così. Quando non abbiamo il coraggio di affrontare apertamente le nostre paure e i nostri bisogni, la nostra Coscienza trova il modo di manifestare questi messaggi profondi, così che possiamo accorgerci di come stanno davvero le cose.

Quindi, anche se sembra assurdo, ogni trauma e ogni malattia sono creati da noi stessi per il nostro bene. Anche quando sono cose gravi e mettono a rischio la nostra vita… perché le alternative potrebbero essere state peggiori. Dobbiamo ricordare che tutto dipende dalla nostra percezione della realtà. A volte soffriamo così tanto da desiderare di morire… ci convinciamo del fatto che l’unica via di uscita sia la morte… e andiamo in quella direzione con la coscienza, la mente e il corpo. Fortunatamente quando la malattia si manifesta le nostre convinzioni possono cambiare e possiamo riuscire “in extremis” a tirare il freno a mano prima che sia troppo tardi. Certo, ci siamo fatti molto male, ma sarebbe potuta andare molto peggio. A volte purtroppo va molto peggio… ma la vita è fatta così, abbiamo il libero arbitrio e siamo i principali responsabili della nostra esistenza su questo meraviglioso pianeta.

E non è tutto. Così come un organo più forte spesso si fa carico degli organi più deboli e lavora al posto loro, così la nostra malattia o il nostro trauma non riguardano solo noi, ma anche le persone che ci circondano. Sono stato io a farmi male, ma il mio trauma ha un messaggio importante e un insegnamento anche per le altre persone che mi sono vicine. Tutto è uno.

Questo trauma è stato ed è tuttora una grande lezione. Ogni giorno grazie all’ascolto e all’osservazione della mia gamba imparo qualcosa di nuovo. Anche se all’inizio questo incidente mi spaventava e mi sentivo “vittima di una sfiga”, ora non posso fare altro che benedirlo con immensa gratitudine. Grazie a questo “incidente” sto facendo esperienze molto preziose.

Sai cosa si prova a salire di nuovo in bicicletta per la prima volta, dopo 40 giorni di immobilità e con la paura di non poter nemmeno ricominciare a camminare? Ci penso e mi vengono le lacrime agli occhi per la gratitudine e la felicità… La vita in un corpo mortale è un dono così prezioso… ma a volte dobbiamo rischiare di perderlo per accorgerci di quanto sia prezioso.

Certo, qualcuno potrebbe dire che sto facendo pura speculazione, che traggo delle conclusioni sulla mia situazione di vita e poi mi sforzo di trovare delle corrispondenze e dei messaggi simbolici, quando invece il trauma alla gamba è un incidente puramente casuale (ma prevedibile) e non c’è alcuna correlazione con le mie “seghe mentali”. Siccome la percezione della Realtà dipende dal livello di consapevolezza, non mi metterei mai a discutere con queste persone, perché per loro questa è la verità. Abbiamo entrambi ragione: loro non credono che ci siano correlazioni, quindi non possono trovarne. La loro convinzione si sostiene da sola. Io vedo le correlazioni e queste mi aiutano a conoscermi meglio e a trarre insegnamenti importanti dal mio trauma. La mia convinzione si sostiene con l’evidenza dei fatti.

Il fatto che certe persone non vedano le correlazioni non toglie valore alla mia percezione della realtà. E allora perché alcune di queste persone si sentono minacciate dal mio punto di vista (condiviso da un numero sempre maggiore di persone)?

Perché chi sostiene il punto di vista che anche io condivido viene tacciato di ignoranza e superstizione? E se esercita la professione medica viene addirittura accusato di ciarlataneria e denunciato?

Io non ho una risposta certa, ma posso fare delle ipotesi. La medicina occidentale si regge su un business colossale. Visite specialistiche, esami costosi e spesso invasivi, terapie sperimentali, farmaci brevettati, lunghissime degenze, screening, recidive…

Non voglio fare la solita polemica, ma bisogna dire la verità: se la nostra società ci volesse sani, non venderebbe alcool, sigarette e gioco d’azzardo con il Monopolio di Stato. Non incentiverebbe l’agricoltura industriale, piena di pesticidi e veleni, a scapito di quella biologica o biodinamica. Non permetterebbe di avvelenare aria, acqua e cibo per favorire le mafie e le multinazionali. Non lascerebbe che i nostri figli mangino cibo spazzatura passando la maggior parte del tempo davanti alla televisione, al computer o allo smartphone.

Io ho dedicato 4 anni della mia vita a studiare Naturopatia Olistica in una scuola di alto livello. E da quasi 20 anni non utilizzo farmaci, mi curo con le erbe e i rimedi naturali. Vogliamo abbattere la spesa pubblica relativa alla sanità? Vogliamo fare vera prevenzione e mantenere le persone in salute? Perché allora non insegniamo Naturopatia Olistica sin dalle scuole elementari e medie? Siamo davvero persone più sane e consapevoli dopo aver studiato gli uomini primitivi e le tombe dei faraoni? Possibile che non ci sia spazio nei programmi scolastici per insegnare a nutrirsi e a curarsi nel modo corretto? Perché almeno non insegniamo le discipline olistiche nelle università di Medicina, assieme alle altre materie?

La verità è che un popolo ignorante e malato è un popolo più facile da tenere in schiavitù. Chi cerca di aiutare le persone a curarsi da sole, ad emanciparsi e a ragionare con la propria testa, chi cerca di aiutare le persone a liberarsi dall’ignoranza e dalla schiavitù non ha vita facile.

Ne sa qualcosa Gabriella Mereu.

Laureata in Medicina e Chirurgia, da più di 20 anni studia e pratica la Medicina Olistica. Il suo percorso di ricerca l’ha portata a creare un approccio rivoluzionario alla Malattia e alla Guarigione chiamato “Terapia Verbale”, su cui ha scritto il libro “La Terapia Verbale – La Medicina della Consapevolezza”.

https://www.supernaturalcafe.it/podcast/episodio-34/

Dopo aver aiutato decine di migliaia di persone a ritrovare la salute e l’equilibrio psicofisico, negli ultimi tempi Gabriella è stata ferocemente attaccata prima dall’Ordine dei Medici e poi dalla trasmissione Le Iene.

Eppure Gabriella non si lascia scoraggiare né abbattere. La sua passione per la ricerca e il suo amore per la Verità, uniti al desiderio di aiutare più persone possibile, le danno la forza per andare avanti nonostante le difficoltà. A sostenerla ci sono decine di migliaia di persone che Gabriella ha già aiutato e che riconoscono il valore delle sue scoperte.

E poi Gabriella in questa intervista ci ha fatto tanto sorridere e divertire. Ha una vitalità dirompente e sa trasmettere buonumore. E’ stato davvero un piacere intervistarla.

Gabriella siamo con te!!! 🙂

https://www.supernaturalcafe.it/podcast/episodio-34/

Se vuoi degli strumenti in più per prendere in mano la tua salute e aiutare te stesso e gli altri a stare meglio, ascolta questa intervista… e se ti va lascia un commento e facci sapere se ti è stata utile per ampliare il tuo punto di vista sulla malattia e la guarigione.

Buon ascolto e buona Guarigione!

Maximilian & Daria

6 Comments on “Dì soltanto una parola e io sarò salvato”

  1. Mi ha colpito la questione delle vibrazioni e delle realtà in cui si trova ciascuno. Mi hai risposto ad una domanda che non mancava di assillarmi da anni. Come mai, quando mi trovo a parlare con qualcuno cui cerco di trasmettere messaggi un po’ più ampi, facendo vedere come ci siano altre spiegazioni, altre connessioni, vengo guardata come se parlassi in un’altra lingua, e considerata un po’ eccentrica, mentre altre persone, che rimangono nella dimensione della dualità e del lamento continuo, sono considerate e portate agli allori? Perché non tutti desideriamo davvero cambiare e ampliare i nostri punti di vista, e le nostre vite. Mi è sempre più chiaro, e soprattutto, lo accetto maggiormente. Una volta sentivo tristezza e cercavo di far capire, di far aprire gli occhi…e poi ho capito che non sono una missionaria. Che il mio compito qui non è convertire nessuno, risvegliare nessuno, ma risvegliare e rendere consapevole me stessa, per prima. E ho imparato a riprendermi spazi miei, a non farmi invadere nei miei, e a restituire con consapevolezza le cose che altri mi buttano addosso, perché non riescono a sopportarne il peso. Condivido tutte le parole e i concetti dell’articolo. Grazie!

  2. grazie mille! Complimenti…
    Mi date un consiglio per la tendinite a un tendine di Achille, per favore?
    Grazie. Di cuore.
    lorenzo

  3. Grazie!! Ho conosciuto Gabriella Mereu, che stimo moltissimo!
    Cosa mi consigliereste, in pratica, per la tendinite di Achille, che non si risolve??
    Grazie mille!
    Lorenzo
    [email protected]

    1. Ciao Lorenzo! Non saprei darti un consiglio preciso per risolvere il problema, perché non conosco la tua storia e la tua situazione, ma posso darti qualche spunto in base alla mia esperienza personale.

      Quando ci siamo trasferiti in Irlanda, una mattina mentre facevo ginnastica ho avuto uno strappo muscolare e una lesione al tendine di Achille.

      Per alcuni mesi non ho camminato, non riuscivo nemmeno a sollevarmi sul piede. Ma anziché mettermi il gesso oppure operarmi (come alcuni medici mi avevano consigliato) ho fatto fisioterapia, riabilitazione e tante cure con pomate a base di arnica e ruta e massaggi amorevoli da parte di mia moglie (credo che siano stati questi ultimi, più di ogni altra cosa, a farmi veramente guarire). Nel giro di qualche mese ho riacquistato la mobilità totale del piede e il problema si è risolto.

      Ho riflettuto molto sul motivo dello strappo e il messaggio per me era chiaro: con la decisione di partire per l’Irlanda e rimettere in discussione tutta la mia vita, probabilmente avevo fatto il passo più lungo della gamba. Avevo lasciato in Italia degli affetti che mi trattenevano, mentre una parte di me voleva andare avanti. Per alcuni mesi ho tenuto duro, ma la tensione era troppo forte da sopportare, si stava creando in me una lacerazione e alla fine lo strappo è arrivato.

      Con questo non voglio dire che la decisione di partire fosse sbagliata. Anzi, per molti versi è stata positiva. Ma ero io a non essere completamente pronto. Ho voluto mettermi in gioco e superare i miei limiti, un po’ come si fa con uno sport estremo. E questo è stato positivo. Ma ho preteso troppo da me stesso, non ho voluto ascoltare quella parte di me che aveva ancora i suoi bisogni, i suoi attaccamenti. A volte anche in uno sport estremo si arriva al traguardo con qualche ferita…

      Da questa esperienza ho imparato tante cose:

      • Che sfidare i propri limiti è importante e aiuta a crescere
      • Che è altrettanto importante ascoltarsi e fare un passo alla volta, senza esagerare
      • Che il nostro corpo ha una grande capacità di ripresa, se lo sosteniamo nel modo giusto
      • Che i problemi esteriori (incidenti, ferite, malattie) sono spesso manifestazioni di squilibri o sofferenze interiori
      • Che questi problemi esteriori, seppur dolorosi e invalidanti, sono preziosi perché ci mostrano un problema interiore e ci impediscono di ignorarlo, per il nostro bene e per la nostra crescita
      • Che l’Amore e la Fede guariscono tutti i mali 🙂

      Quindi caro Lorenzo il mio unico consiglio è quello di farti delle domande e avere il coraggio non solo di darti delle risposte, ma soprattutto il coraggio di agire di conseguenza per portare un miglioramento nella tua condizione di vita. Quando sono mesi o anni che convivi con un problema fisico, il bisogno e l’urgenza di liberarti dal problema esteriore diventano più pressanti rispetto alla comprensione delle cause interiori. Questo porta le persone a provarle tutte pur di rimettersi in forma e continuare a vivere la propria vita come prima, una “vita normale”.

      Il punto è che questi problemi esteriori potrebbero insorgere proprio per farci capire che non possiamo più vivere la “vita normale” di prima, ma che dobbiamo cambiare qualcosa, perché quella “vita normale” non va più bene per noi.

      Se risolvi il problema esteriore con un intervento esteriore (un’operazione o una terapia) senza risolvere le cause interiori, poi ritorni alla tua “vita normale”, le conseguenze esteriori a medio e lungo termine potrebbero essere pure peggiori.

      Se invece risolvi le cause interiori e contemporaneamente sostieni la guarigione esteriore (nel modo giusto), è probabile che il problema esteriore si risolva nel migliore dei modi.

      Questa è la mia esperienza (e questo è solo uno dei tanti casi che ho sperimentato nella mia vita fino ad ora). Spero possa esserti utile.

      Un abbraccio

      Maximilian

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