Perché è importante raccontare le favole ai bambini?

Daria & MaximilianIntervisteLascia un Commento

Tempo di lettura: 8 minuti

Sin da quando mia figlia Sophie era molto piccola, la lettura o il racconto della Fiaba della Buonanotte è sempre stato un rito sacro e un appuntamento immancabile.

I nostri figli hanno sempre dormito con noi nel lettone di famiglia e di solito si andava sempre a dormire tutti assieme.

L’idea che i nostri cuccioli dovessero dormire separati da noi non ci è mai piaciuta (anche se abbiamo spesso ricevuto tante critiche dai vari esperti di pedagogia).

Si va a letto presto, verso le otto e mezza di sera, e prima di addormentarsi c’è il racconto della fiaba.

A mia figlia penso di avere letto centinaia di libri di fiabe, dai libri illustrati contemporanei (alcuni sono vere opere d’arte), ai grandi classici dei fratelli Grimm, di Hans Christian Andersen, Charles Perrault, Rudyard Kipling, senza dimenticare le tante fiabe e leggende popolari di tutto il mondo, davvero affascinanti.

Quando vivevamo in collina, prima di trasferirci qui in Irlanda, avevamo la fortuna di poter disporre, vicino a casa nostra, di una biblioteca super fornita di libri per bambini e ragazzi.

Ogni settimana andavo in biblioteca e passavo un’oretta con mia figlia a scegliere tutti i libri che avremmo letto durante quei giorni. Ne prendevamo così tanti che avevo dovuto anche fare una tessera intestata a mia figlia, oltre che a me e a mia moglie Daria 🙂

La scelta era sempre molto attenta: sfogliavo ogni libro per farmi un’idea delle storie che raccontava. Alcuni libri erano decisamente da scartare, almeno per i miei gusti. Immagini troppo aggressive o di cattivo gusto, storie banali, senza un senso, senza un’anima, prive di messaggi profondi, scritte giusto per assecondare i gusti e le mode del momento o per pubblicare un libro, visto che nel mercato dei libri per bambini c’è molta richiesta.

La maggior parte dei libri erano passabili. Storie intrise di buoni sentimenti, buon senso, una morale accettabile per la società. Non li ritenevo dannosi, ma nemmeno particolarmente memorabili. Passabili, appunto.

Solo pochi libri ci sono rimasti nel cuore ed erano quelli che a distanza di tempo mia figlia mi chiedeva di rileggere, ancora e ancora. <<Ti ricordi papà quel libro? Dai prendiamolo ancora!>>

Leggere i libri della buonanotte era diventato il nostro rito e lo è stato per tanti anni. Ma lo ammetto: ciò che era davvero sacro per noi era il momento di intimità che si creava durante la lettura del libro, prima di spegnere la luce. Il libro in sé e la storia che raccontava passavano in secondo piano. L’importante è che il libro fosse almeno “passabile”, visto che non potevo pretendere di trovare solo libri ottimi e memorabili.

Per mia figlia, soprattutto quando era molto piccola, andava bene anche leggere sempre la stessa storia, se le piaceva. Ero io che dopo un po’ mi annoiavo… E siccome adoravo leggere le fiabe e certi libri illustrati erano davvero meravigliosi, il bisogno di leggere sempre cose nuove era soprattutto mio.

Ma tutto questo non poteva durare per sempre… per quanto la biblioteca fosse super fornita, siamo riusciti a leggere praticamente tutti i libri che c’erano, escludendo quei pochi che avevo messo al bando.

E così una sera mia figlia mi ha chiesto: <<Papà, mi racconti una storia?>>.

<<Mmmm… vediamo… Ah sì, ecco…

C’era una volta una bambina che si chiamava Lilli.

Era la Principessa dei Fiori e viveva in un pianeta molto lontano, assieme al Re dei Fiori, suo padre, e alla Regina dei Fiori, sua madre. Lilli era una bambina molto bella e molto generosa, sempre gentile con le piante, gli animali, le persone e i folletti e le fate del bosco. Tutti gli abitanti del pianeta dei Fiori sanno usare la magia e anche Lilli sa fare tanti incantesimi con la sua bacchetta magica.

Sul pianeta dei Fiori c’è una tradizione molto antica: ogni Principessa, per poter diventare una Regina dei Fiori, deve prima visitare un altro pianeta e viverci per un anno intero.

Un bel giorno il Re e la Regina dei Fiori chiamano Lilli e le dicono che deve prepararsi: si sta avvicinando il giorno del suo compleanno ed è giunto il momento anche per lei di partire per questo lungo viaggio. Lilli è un po’ triste e spaventata, non vuole lasciare la sua famiglia e la sua casa. Però è anche molto emozionata: potrà visitare un pianeta lontano e fare tante nuove amicizie.

I suoi genitori la incoraggiano e la rassicurano: sarà un’esperienza molto bella e andrà tutto bene. Il pianeta che è stato scelto per lei si chiama Terra. Lilli sarà ospitata da una famiglia molto gentile e premurosa e dovrà andare a scuola e fare tutte le cose che fa una bambina della Terra.

Però c’è una regola da rispettare: nessuno deve scoprire che Lilli viene dal pianeta dei Fiori e che sa usare la magia. Inoltre Lilli dovrà utilizzare la magia solo a fin di bene, per aiutare le altre persone in difficoltà, senza che nessuno lo sappia.

E così arriva il giorno della partenza…>>

Quella prima sera non potevo certo immaginare che questa storia sarebbe andata avanti per anni. Ogni sera infatti mia figlia Sophie mi chiedeva: <<Papà mi racconti una storia di Lilli? Ti pregoooo!>>. E così ogni volta iniziavo a raccontare una nuova storia, mentre l’universo di Lilli prendeva forma, con tutti i suoi personaggi e le sue avventure. Con il suo migliore amico Pannocchione (che viveva in un sottomarino nella vasca da bagno e mangiava solo pannocchie), con i suoi acerrimi nemici Mister X (con la sua risata malvagia, ma che nessuno ha mai visto in volto), il Mago Perfidus e quel pasticcione del suo gatto Cagliostro, che combina sempre guai…

Centinaia di avventure con tanti nuovi personaggi, tante magie, luoghi misteriosi e altri pianeti da visitare… in cui a volte anche i cattivi, per una sera, diventano buoni e tutto può accadere.

A volte mia figlia mi chiedeva: <<E stasera, cosa succederà a Lilli e Pannocchione?>>.

<<Non lo so tesoro mio, le storie vengono fuori da sole mentre le racconto, nemmeno io so cosa succederà nella prossima avventura e sono molto curioso di scoprirlo!>>

E’ proprio così: quando comincio a raccontare una storia non la decido prima. Lascio che la storia venga fuori da sola, che sia lei a raccontarsi. A volte vengono fuori delle storie così buffe e assurde! Eppure ogni volta mia figlia è felice e il giorno dopo ne vuole ascoltare un’altra.

Spesso raccontavo storie per il puro piacere di raccontarle e di far felice mia figlia. Alcune volte però ho utilizzato queste storie per trasmettere a mia figlia dei messaggi importanti, per aiutarla a superare delle paure o per farle vedere il mondo da altri punti di vista. Senza pretendere di insegnarle nulla, solo lasciando parlare i personaggi.

Nel raccontare le fiabe mi sono anche accorto che il mondo che creo nelle storie è fortemente ispirato dal mio mondo interiore, che ho costruito sin dalla mia infanzia. Buona parte dei personaggi e dei luoghi che racconto nelle mie fiabe derivano da cose che ho letto da bambino nei libri e nei fumetti e visto nei cartoni animati in televisione. Questo mondo interiore, che dopo l’infanzia rimane in qualche modo abbandonato e dimenticato, è ancora lì e continua a vivere dentro di me, nel bene e nel male, con i suoi eroi e i suoi mostri, i suoi castelli, i suoi boschi incantati e le sue foreste tenebrose. Il modo in cui oggi guardo e vivo il mondo esteriore dipende molto da quel mio mondo interiore.

Questo è un aspetto molto importante: se è vero, come credo, che siamo noi a creare la nostra realtà, allora la nostra realtà dipende dalla nostra fantasia e più la nostra fantasia è limitata, più lo sarà la nostra realtà. Come possiamo costruire un mondo migliore se non siamo in grado di immaginarlo? Come possiamo agire diversamente se non abbiamo la fantasia per immaginare scelte diverse, che senza la fantasia sembrano impossibili?

Così è per tutti… E così è per mia figlia. Quando mi chiede come è fatta Lilli, che aspetto ha, resto sempre sul vago. Voglio che sia lei ad immaginarsela. Liberamente, senza costrizioni.

Purtroppo mi rendo conto che dopo la prima volta che mia figlia ha visto un cartone animato di Walt Disney, ora per lei tutte le principesse sono così e se le immagina allo stesso modo, come le principesse Disney.

Me ne sono reso conto troppo tardi: la Disney ci ha rubato la fantasia. Non siamo più liberi di immaginare. E poi da grandi non siamo nemmeno più liberi di immaginare come vestirci, come pettinarci, come parlare e come mostrarci agli altri… perché siamo condizionati da tutte quelle immagini che limitano la nostra fantasia e appiattiscono la nostra immaginazione.

Me ne sono reso conto tardi e anche con i miei figli ho fatto degli sbagli. Leggevo loro dei libri per il gusto di leggere, senza però soffermarmi a pensare che questi libri e queste storie stavano creando il loro mondo interiore. Non sapevo che certe fiabe molto antiche rappresentano simbolicamente dei riti di passaggio e che vanno raccontate in certe fasi della crescita dei nostri figli.

Per questo credo sia così importante, oggi, fare molta attenzione ai libri che leggiamo e soprattutto ai cartoni animati che mostriamo ai nostri figli. In televisione oggi vedo trasmettere cartoni animati assurdi, con immagini distorte, caricaturali, prive di ogni grazia e armonia, con scene velocissime e piene di colori vivaci e artificiali, che mettono sotto stress il nostro cervello creando ansia e agitazione. Le storie non hanno senso né contenuto, tutto semplicemente “accade” senza motivo, senza né logica né poesia. Un insulto ad entrambi i nostri emisferi cerebrali, oltre che al nostro senso della Bellezza e alla nostra Anima. Non dico che alla mia età, 30 anni fa, fosse poi tanto meglio… Ma è questo il mondo del futuro, quello che vogliamo far immagine ai nostri figli?

Credo sia davvero importante ricominciare a raccontare storie, per tanti motivi. Prima di tutto per creare un rapporto più intimo con i nostri figli e per dedicare loro un tempo davvero di qualità. Lo so, è faticoso raccontare storie e molti di noi pensano di non esserne in grado. In realtà basta solo provare e lasciare che tutto accada. Raccontare storie ci dà l’opportunità di mettere a tacere per un attimo quella voce interiore che ci vuole sabotare, che ci dice <<tu non sei capace a raccontare storie! Tu non hai fantasia!>>… Che sia questa la voce della strega o dell’orco che vivono nel nostro mondo interiore? Raccontare storie ci regala finalmente l’opportunità di andare a visitare e riscoprire il nostro mondo interiore, che avevamo abbandonato…

Raccontare storie è come permettere al Re di fare ritorno al proprio regno, rimettere ordine e regnare con Giustizia e Amore.

E poi attraverso le storie possiamo insegnare tante cose ai nostri figli. Le fiabe riescono a superare il filtro della razionalità e parlano direttamente al nostro inconscio, al nostro cuore. Sono uno strumento prezioso per aiutare i nostri figli a crescere e a creare il loro mondo interiore.

Ricordiamocelo, il nostro mondo esteriore è lo specchio del nostro mondo interiore.

Questa settimana abbiamo intervistato Paola Biato, che ha creato la Psicofiaba e i Tarocchi fiabeschi.

https://www.supernaturalcafe.it/podcast/episodio-47/

Nell’intervista Paola ci ha parlato dell’importanza delle fiabe, soprattutto quelle più antiche, che rappresentano simbolicamente dei riti di passaggio e i motivi per cui vanno raccontate in certe fasi della crescita dei nostri figli. Paola ci ha anche mostrato il valore dei mostri e dei personaggi malvagi nelle fiabe, così come degli ostacoli e delle sventure che incontrano gli eroi: sono tutti aspetti che non dobbiamo censurare o da cui dobbiamo fuggire, ma anzi sono da affrontare e da superare, così nella fiaba come nella nostra vita reale. Ed è proprio affrontandoli e superandoli nella fiaba, quando siamo bambini, che potremo affrontarli e superarli da adulti, nella vita reale.

https://www.supernaturalcafe.it/podcast/episodio-47/

Mi auguro che questa intervista possa aiutare anche te, come ha aiutato me, a riscoprire il ruolo della fiaba… e soprattutto mi auguro che ti trasmetta la voglia e il desiderio di tornare ad esplorare il tuo mondo interiore, quel mondo magico e incantato in cui vivevi da bambino, quel mondo in cui tutto poteva accadere.

… e vissero tutti felici e contenti! 🙂

Maximilian e Daria

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